Truffa del ‘finto dentista’ su WhatsApp: cresce l’allarme tra utenti e studi medici

Nuova variante del raggiro online: richieste urgenti di denaro sfruttano profili rubati e nomi di centri dentistici

Non c’è più soltanto la truffa del finto carabiniere: ora si fa strada anche quella del “finto dentista”. I raggiri digitali continuano a evolversi e, negli ultimi giorni, molti utenti si sono imbattuti in un messaggio insolito ricevuto su WhatsApp: una richiesta di denaro per far fronte a presunte cure odontoiatriche urgenti. “Puoi prestarmi dei soldi? Devo pagare il dentista”, è il testo che compare sugli smartphone, inviato apparentemente da amici o familiari.

A differenza delle truffe più note, in cui si chiede denaro per liberare qualcuno da situazioni di emergenza, in questo caso la scusa riguarda spese mediche improvvise: una carie, un intervento urgente o l’apparecchio da pagare. Il meccanismo, però, resta lo stesso: convincere la vittima a trasferire rapidamente somme di denaro.

Secondo quanto segnalato anche online, i tentativi si stanno moltiplicando. Numerosi studi dentistici italiani hanno infatti lanciato un avviso ai pazienti, chiarendo di essere totalmente estranei a queste richieste: i truffatori utilizzano nomi e marchi reali per rendere più credibile la truffa.

Il sistema è ormai rodato. Dopo aver violato un account WhatsApp, i malintenzionati inviano messaggi a tutti i contatti in rubrica. Il testo è diretto e fa leva sull’urgenza: “Ciao, potresti prestarmi 1.500 euro? Devo pagare subito il dentista, ho problemi con la carta”. Alla richiesta si aggiunge la promessa di restituire la somma in tempi brevissimi, anche nel giro di poche ore. In alcuni casi, la scusa cambia: al posto del dentista compaiono altre figure professionali, come il notaio, ma l’obiettivo resta sempre lo stesso.

Per aumentare la credibilità, i truffatori hanno iniziato a citare anche grandi catene sanitarie, costringendo diversi centri odontoiatrici a intervenire pubblicamente per smentire qualsiasi coinvolgimento. “Si tratta di richieste false e ingannevoli: non siamo noi”, è il messaggio diffuso da più strutture.

Difendersi da questo tipo di raggiri è possibile, ma serve attenzione. I criminali puntano tutto sulla fretta e sull’emotività, fingendosi persone conosciute. La regola principale è verificare sempre l’identità del mittente: una telefonata diretta può evitare brutte sorprese. È fondamentale inoltre non condividere mai codici ricevuti via SMS o email e attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp, così da proteggere il proprio account da accessi non autorizzati.

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