Tumore ovarico, casi anche in adolescenza: ecco i sintomi del “big killer” da non sottovalutare

Un tumore che rappresenta circa il 30% delle neoplasie ginecologiche e occupa il decimo posto tra tutti i tumori femminili

In Italia fino all’80% dei casi di tumore ovarico viene diagnosticato tardi. Sono, infatti, oltre 4.800 le nuove diagnosi l’anno individuate con la malattia già in fase avanzata. L’età media della diagnosi è tra i 60 e i 65 anni ma esistono anche dei casi giovanili. “Abbiamo visto casi di tumore ovarico anche in età più precoce, addirittura a 17 e 18 anni. Recentemente mi è capitato il caso di una ragazza di soli 14 anni. Sono casi rarissimi ma ci sono”, spiega alla Dire Anna Fagotti, professoressa ordinaria di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore dell’Unità Operativa Complessa presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e presidente Esgo (Società europea di ginecologia oncologica), a margine della tavola rotonda dell’Ovarian Cancer Commitment che si è svolta questa mattina a Roma.

“Non voglio impaurire nessuno, ma allo stesso tempo è bene dire che non dobbiamo mai sottovalutare nulla. È chiaro che esistono tanti tipi di tumore dell’ovaio e quindi le forme più giovanili sono spesso associate a tumori, per esempio, della linea germinale ma non solo- continua Fagotti- oggi sappiamo molto di più da un punto di vista patogenetico che patologico per cui vediamo anche altri tipi di tumore prima sconosciuti, per esempio insorti su endometriosi oppure di basso grado che possono insorgere in donne giovani. Quindi- ripete la presidente Esgo- mai sottovalutare né i sintomi né il controllo presso il proprio ginecologo”.

In Italia il cancro dell’ovaio è considerato uno dei cosiddetti ‘big killer’. Rappresenta circa il 30% delle neoplasie ginecologiche e occupa il decimo posto tra tutte i tumori femminili. “È una malattia silenziosa, molto difficile da diagnosticare precocemente– spiega ancora Fagotti- e tutti gli studi clinici che sono stati fatti fino a oggi hanno dimostrato che non esiste un test di screening perfetto come c’è, invece, per il tumore della cervice o della mammella. Quello che possiamo fare, però, è non sottovalutare quei sintomi che, seppur vaghi, possono essere legati al tumore dell’ovaio”.

Ma quali sono questi sintomi? “I pazienti riferiscono senso di nausea, difficoltà ad andare in bagno, gonfiore addominale e aumento di peso legato proprio a questo gonfiore perché, spesso, si associa alla comparsa di ascite ossia di liquido che gonfia l’addome. Sono quei sintomi vaghi- spiega Fagotti- che spesso fanno sì che una persona vada dal medico di base e gli venga consigliata una gastroscopia o degli integratori. In realtà- dice l’esperta- sono sintomi che possono richiedere un approfondimento maggiore come ad esempio un’ ecografia addominale o una visita dal ginecologo“. Importantissimo dunque, per Fagotti “educare i pazienti ma anche i medici di medicina generale che possono consigliare l’adeguato iter da seguire”. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

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