Tutti pazzi per la ‘snackification’: la nuova moda che sta cambiando le abitudini a tavola

Sempre più consumatori sostituiscono pranzo e cena con spuntini veloci. Gli esperti invitano però a puntare su alimenti equilibrati

Dimenticare i pasti tradizionali per fare spazio a piccoli spuntini distribuiti nell’arco della giornata. È la cosiddetta “snackification”, una tendenza alimentare sempre più diffusa che sta modificando le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo, compresa l’Italia.

Secondo un’indagine dell’International Food Information Council relativa al 2024, il 56% degli intervistati ha dichiarato di sostituire almeno uno dei pasti principali con snack o porzioni ridotte, privilegiando soluzioni pratiche e veloci da consumare anche fuori casa.

Il fenomeno, nato nei Paesi anglosassoni, è favorito da ritmi di vita sempre più intensi, che spingono molte persone a rinunciare ai pasti tradizionali in favore di pause alimentari più frequenti ma di breve durata.

Gli esperti, tuttavia, sottolineano che la qualità degli alimenti resta fondamentale. Anche uno spuntino può rappresentare un pasto nutriente se preparato con ingredienti freschi e bilanciati. Frutta di stagione, cereali integrali già cotti come farro, orzo, quinoa o grano saraceno, insieme a erbe aromatiche, limone e spezie, possono trasformare una pausa veloce in un’occasione per assumere nutrienti senza eccedere con grassi o condimenti.

Anche in Italia il rapporto con il cibo sta cambiando. Secondo le rilevazioni, il 48% degli italiani considera l’alimentazione un momento dedicato al proprio benessere personale, cercando soluzioni che siano allo stesso tempo salutari, pratiche e rapide da preparare.

Il boom degli snack trova conferma anche nei numeri del mercato. Il rapporto World Market for Snacks 2024 di Euromonitor International evidenzia che il settore ha raggiunto un valore globale di circa 680 miliardi di dollari, con una crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente. Il Nord America rappresenta il mercato più importante, con il 28% delle vendite mondiali, seguito dall’area Asia-Pacifico con il 23%.

La propensione verso gli snack è particolarmente evidente tra le generazioni più giovani. Una ricerca realizzata da Mondelez ha rilevato che Millennial e Generazione Z consumano circa il 10% di snack in più rispetto alle fasce d’età precedenti, una scelta legata soprattutto ai ritmi quotidiani sempre più frenetici.

Per nutrizionisti e specialisti, la snackification non rappresenta necessariamente un’abitudine negativa. La differenza, spiegano, è data dalla qualità degli alimenti scelti: spuntini ricchi di nutrienti possono contribuire a un’alimentazione equilibrata, mentre prodotti ultraprocessati e ricchi di zuccheri, sale e grassi rischiano di compromettere il benessere a lungo termine.

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