Utero di quasi 4 chili rimosso con chirurgia robotica: intervento record in Italia

La paziente, una donna di 54 anni con obesità severa, è stata operata con il sistema Da Vinci. L’organo occupava gran parte dell’addome

Un intervento chirurgico particolarmente complesso e raro è stato eseguito al Policlinico di Modena, dove un’équipe specializzata ha rimosso con tecnica robotica mini-invasiva un utero del peso di quasi quattro chilogrammi da una donna di 54 anni affetta da obesità severa.

Si tratta di un caso eccezionale sia per le dimensioni dell’organo sia per la metodologia utilizzata. L’utero, infatti, aveva raggiunto dimensioni tali da occupare gran parte della cavità addominale, arrivando fino a pochi centimetri dal fegato. In condizioni normali, un utero non patologico pesa mediamente tra i 60 e gli 80 grammi, con una riduzione fisiologica dopo la menopausa.

Secondo i medici, la massa esercitava una forte compressione sugli organi interni, provocando importanti limitazioni nelle normali funzioni fisiologiche e incidendo persino sulla capacità respiratoria della paziente. Una situazione che aveva ormai un impatto significativo sulla qualità della vita della donna.

L’intervento, durato circa tre ore e un quarto, è stato portato a termine utilizzando il robot chirurgico Da Vinci, evitando così il ricorso alla tradizionale laparotomia, che prevede un’ampia incisione addominale. Una scelta particolarmente significativa considerando che casi di questo tipo vengono generalmente affrontati con chirurgia aperta proprio a causa delle dimensioni dell’utero.

Le perdite ematiche durante l’operazione sono state contenute e il decorso post-operatorio si è svolto regolarmente. Già dal giorno successivo la paziente ha potuto alzarsi dal letto e riprendere l’alimentazione, con un adeguato controllo del dolore. Le dimissioni sono arrivate dopo appena due giorni di ricovero.

L’intervento rappresenta uno dei rarissimi casi documentati in Italia di rimozione robotica di un utero di tali dimensioni e costituisce una prima assoluta per il territorio modenese e per l’Emilia-Romagna. Il risultato evidenzia come l’evoluzione delle tecniche mini-invasive e della chirurgia robotica consenta oggi di affrontare con maggiore sicurezza situazioni che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto necessariamente procedure molto più invasive.

Determinante è stato il lavoro multidisciplinare che ha coinvolto chirurghi, anestesisti, infermieri e personale sanitario specializzato. La stretta collaborazione tra le diverse professionalità e l’impiego di tecnologie avanzate hanno permesso di gestire un caso estremamente complesso garantendo al tempo stesso un recupero rapido e un ridotto rischio di complicanze post-operatorie.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Fertilità, in Italia il tasso è tra i più bassi d’Europa: circa il 15% delle coppie non può avere figli

L’infertilità può dipendere in ugual misura dalla donna e dall'uomo. Tra le cause ci sono spesso patologie prevenibili e facilmente curabili

Vitiligine, riflettori accesi su una patologia cronica autoimmune: conoscerla per superare stigma e pregiudizi

Può incidere profondamente sulla qualità della vita. Diagnosi precoce e presa in carico dermatologica restano centrali

Casa e ospedale di comunità ad Anagni, domani l’inaugurazione. Nuova holding area al Pronto Soccorso di Frosinone

Venerdì 26 giugno i nuovi servizi dedicati alla sanità territoriale, alle cure oncologiche e all’emergenza-urgenza

Frosinone – Centro Insieme per la Vita, a Frosinone lo sportello di ascolto e supporto psicologico gratuito

Il servizio è rivolto ad adolescenti e giovani tra i 13 e i 20 anni che vivono momenti di difficoltà ed a chi ha subito una perdita

Caldo estremo, come riconoscere colpo di calore e insolazione: i consigli dell’Istituto Superiore di Sanità

Particolare attenzione ad anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti all’aperto: come prevenire i rischi

Sanità, cambia il paradigma dell’assistenza per l’universo femminile nel Lazio: nasce il nuovo centro Sant’Anna

Non una Casa della Comunità ma un presidio specialistico per accogliere donne con bisogni complessi inviate dalla rete territoriale
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -