Vittorio Sgarbi a Boville Ernica: “Un luogo centrale nell’arte del Lazio”

Il sottosegretario di Stato alla Cultura promuove le opere della città e invita il sindaco Perciballi ad andare al Ministero

“Un luogo centrale nell’arte del Lazio e necessario per la conoscenza di Giotto a Roma”. Così nel pomeriggio di domenica il professor Vittorio Sgarbi, critico d’arte e sottosegretario di Stato alla Cultura, ha definito Boville Ernica e, in particolare la Cappella Simoncelli in cui sono conservati il mosaico dell’angelo dello stesso Giotto e la scultura di una Madonna con Bambino del Sansovino.

Nella visita al centro storico, durata oltre tre ore, il sottosegretario Sgarbi è stato accompagnato dal sindaco Enzo Perciballi e da numerosi altri amministratori, dai volontari della Pro Loco con il presidente Alberto Biasini e soprattutto, da tanti cittadini, provenienti anche dalle aree limitrofe. La sua prima tappa è stata la cappella Simoncelli dove, oltre alla celebre opera musiva, ha potuto vedere anche il sarcofago paleocristiano del 350 d.C. in cui è raffigurato il presepe più antico del Mondo e il busto argenteo del patrono San Pietro Ispano. Poi la tappa nel vicino monastero San Giovanni Battista, già Palazzo Filonardi, accolto dalla badessa madre Maria Maddalena Hernandez Cano, dalla badessa emerita madre Maria Raffaella Capogna e dall’abate emerito di Montecassino, il vescovo Bernardo D’Onorio. Qui ha visitato il salone di rappresentanza, la sala del capitolo, la cappella e la biblioteca. Non è mancato un passaggio nella chiesa di Santo Stefano, a croce greca, in cui fra l’atro sono presenti importanti tele della scuola romana e bolognese, e nella ex chiesa di San Francesco con preziosi affreschi, un organo del Settecento ben conservato, un coro ligneo e una testa muliebre di epoca romana.     

“È un’immagine fortemente rappresentativa per la città – ha detto il professor Sgarbi parlando del mosaico dell’angelo – perché l’intuizione di salvarla di monsignor Simoncelli rende Boville luogo necessario per la conoscenza di Giotto a Roma, per i suoi rapporti con il grande Pietro Cavasini. Il fatto che sia stata salvata come una reliquia le attribuisce anche una dimensione sacra, spirituale, perché è un angelo e l’angelo ci protegge. Quindi da un lato la storia dell’arte, dall’altro la salvezza dell’uomo e la mediazione degli angeli per quella salvezza”.

“Certamente un luogo come questo è centrale nell’arte del Lazio, come tutta la città con le sue mura e anche le altre chiese” ha aggiunto il sottosegretario alla Cultura, facendo i complimenti all’Amministrazione e mettendosi a disposizione: “Vedo molto ordine, una buona amministrazione, una città ben amministrata e un sindaco pieno di sensibilità. Puoi venire a trovarmi così vediamo se c’è qualcosa da fare per Boville” ha concluso rivolgendosi direttamente al sindaco Perciballi. “Ci sono cose da chiedere, sicuramente avremo modo di poterlo fare”, sono state le parole del sindaco. Il primo cittadino gli ha anche detto dell’ormai imminente partenza dei lavori per il rifacimento di piazza San Pietro, antistante l’omonima chiesa che custodisce il mosaico di Giotto e il sarcofago paleocristiano. Quindi lo ha ringraziato per la sua visita. Ringraziamenti sono andati anche a tutti gli amministratori presenti e alla Pro Loco.

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