Sostegno ai malati oncologici, Ferentino presenta il ”Progetto Respiro”

La solidarietà e il dialogo tra generazioni sono la chiave per costruire una società più inclusiva e vicina ai bisogni di tutti

Si è svolto lo scorso 27 dicembre, presso il Comune di Ferentino, il convegno di presentazione del Progetto Respiro, un’iniziativa che mira a offrire supporto concreto ai malati oncologici e alle loro famiglie, rafforzando la rete di solidarietà comunitaria e promuovendo il dialogo tra generazioni.

L’evento è stato presieduto dal Sindaco Piergianni Fiorletta, che ha sottolineato come il progetto rappresenti una risposta concreta ai bisogni del territorio e un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Nel suo intervento, il Sindaco ha espresso gratitudine verso tutte le associazioni, i volontari e i professionisti che hanno collaborato per dare vita a questa iniziativa, ribadendo il ruolo centrale dei Servizi Sociali, coordinati dal responsabile Domenico Spilabotte, e il sostegno del delegato Luigi Vittori. Presenti in aula consiliare, oltre al presidente Claudio Pizzotti, anche l’assessore alla pubblica istruzione Piera Dominici ed il consigliere comunale Gianni Bernardini.

La collaborazione tra istituzioni e associazioni

In occasione dell’incontro è emersa l’importanza della sinergia tra il Comune e le associazioni del territorio, ricordando il lavoro già avviato da realtà come Riprendiamoci la Sanità, guidata da Annarosa Celardi, e la Dojo & Fitness, che si sta distinguendo per il suo impegno in un progetto di contrasto alla violenza contro se stessi. Durante il convegno, il portavoce della Dojo & Fitness, Federico Polletta, è intervenuto per applaudire l’iniziativa dell’APS Stare Insieme e ha sottolineato il valore di progetti come il Progetto Respiro, capaci di promuovere una cultura del rispetto per sé stessi e per gli altri.

L’intervento della psicologa Federica Giuliani

Il momento centrale del convegno è stato l’intervento della dottoressa Federica Giuliani, psicologa responsabile dell’assistenza psicologica prevista dal progetto. Giuliani ha illustrato nei dettagli le modalità operative: “Il Progetto Respiro, attraverso l’associazione Stare Insieme, offrirà un’assistenza psicologica specifica ai malati oncologici, organizzata in moduli di sei mesi ciascuno, per una durata complessiva di 36 mesi. Questo approccio permette di strutturare interventi personalizzati e continuativi, in grado di rispondere in maniera efficace alle esigenze di chi affronta una malattia così complessa.” La psicologa ha inoltre evidenziato l’importanza della convenzione con l’Università Mercatorum di Roma, che permetterà all’associazione di ospitare tirocinanti in psicologia direttamente a Ferentino. “I tirocinanti non solo contribuiranno all’operatività del progetto, ma avranno l’opportunità di formarsi direttamente sul campo, entrando a contatto con le dinamiche reali dell’assistenza psicologica ai malati e alle loro famiglie. Io stessa – ha spiegato Giuliani – svolgerò il ruolo di tutor, accompagnando i tirocinanti nei processi di assistenza da prestare agli associati e garantendo loro un percorso di crescita professionale e personale.”

Il valore del volontariato e della convenzione con l’Università

Tra i momenti centrali del convegno, l’intervento di Anna Capuani, portavoce dell’APS Stare Insieme e professionista nel campo della salute, ha messo in luce l’importanza del volontariato e dell’approccio umano nella cura alla persona. “Il Progetto Respiro non si limita ad affrontare la malattia dal punto di vista fisico, ma si propone di costruire una rete di supporto emotivo e relazionale, capace di far sentire le persone accolte e meno sole,” ha spiegato Capuani.
Ha poi voluto sottolineare un altro aspetto fondamentale legato alla convenzione con l’Università Mercatorum: la capacità di ricongiungere le generazioni. “Grazie a questa collaborazione – ha affermato – i giovani avranno l’opportunità di accompagnare i loro cari presso il centro anziani di Ferentino per ricevere l’assistenza psicologica o per frequentare le attività dedicate. Nel frattempo, essi stessi potranno usufruire dei corsi online erogati dall’ente universitario, creando un equilibrio tra assistenza familiare e formazione personale. Questo approccio innovativo mira a ripristinare, almeno in parte, quei legami familiari che la malattia rischia di spezzare, favorendo la cooperazione e la comprensione reciproca tra generazioni.”

La malattia come occasione di unione tra generazioni

Uno degli interventi più significativi è stato quello dello psicologo di lungo corso Mario Moriconi, che ha affrontato il tema del ruolo della malattia come occasione di unione tra generazioni. “La sofferenza può diventare un’occasione per costruire ponti – ha affermato Moriconi –. Gli anziani, custodi delle nostre tradizioni e della memoria collettiva, possono offrire ai giovani insegnamenti preziosi sulla resilienza e sul valore della cura reciproca. Allo stesso tempo, i giovani, con la loro energia e sensibilità, possono dare nuovo significato e motivazione alla vita degli anziani.”

Toccante anche l’intervento del Dr. Antonio Bruscoli, da anni ormai impegnato in progetti di vicinanza e supporto ai più fragili, vero e proprio simbolo della Ferentino che guarda verso il prossimo, che ha applaudito all’iniziativa congiunta di associazioni e amministrazione pubblica.

Un progetto fondato sull’unione e sulla solidarietà

Il presidente del consiglio comunale Pizzotti ha concluso il convegno lodando il lavoro svolto dai Servizi Sociali, dal delegato Vittori, da quello alla sanità Picchi e dalle associazioni locali, ricordando che il Progetto Respiro è un esempio concreto di come la collaborazione possa generare un cambiamento positivo. “Ferentino dimostra ancora una volta di essere una comunità che sa prendersi cura dei suoi cittadini, valorizzare il passato e guardare al futuro con fiducia. Questo progetto è la dimostrazione che insieme si possono affrontare anche le sfide più difficili,” ha affermato.

Con il Progetto Respiro, Ferentino lancia un messaggio chiaro: la solidarietà e il dialogo tra generazioni sono la chiave per costruire una società più inclusiva e vicina ai bisogni di tutti.

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