“La ripresa del procedimento per la concessione dell’area dell’Ex Polveriera impone alcune riflessioni che vanno ben oltre gli aspetti tecnici e riguardano direttamente il futuro della nostra città. A distanza di poco più di un anno, i fatti stanno confermando ciò che avevamo denunciato in Consiglio Comunale il 4 settembre 2025. All’epoca contestammo la credibilità del cosiddetto masterplan presentato dall’amministrazione durante il consiglio comunale di quasi tre mesi prima come un grande progetto di sviluppo integrato dell’area. In quel documento, mai sottoposto a votazione dell’assise, trovavano spazio ospedale, università, data center, fotovoltaico, motocross e altre funzioni che avrebbero dovuto giustificare la concessione di una vasta porzione del patrimonio pubblico comunale. Sostenemmo allora che il cuore dell’operazione fosse in realtà il grande impianto fotovoltaico e che il resto rappresentasse soltanto una cornice priva di reale fattibilità progettuale”. L’affondo arriva da Luca Santovincenzo Consigliere comunale e Capogruppo LiberAnagni.
“Una cortina di fumo”
“Oggi, dopo l’archiviazione del precedente procedimento e la sua riproposizione sotto una diversa veste amministrativa, tutte quelle opere sono scomparse dagli atti. È rimasto soltanto il fotovoltaico. Colpisce inoltre che questo percorso venga portato avanti senza un nuovo e chiaro passaggio politico in Consiglio Comunale, nonostante sia mutato il quadro procedurale. Parliamo di un patrimonio pubblico strategico di oltre 180 ettari, acquisito con risorse della collettività e destinato a incidere sulle prospettive di sviluppo di Anagni per i prossimi decenni.
Per questa ragione riteniamo indispensabile che siano svolte tutte le verifiche previste dalla normativa vigente sulla solidità economico-finanziaria dei soggetti proponenti, sulla trasparenza delle strutture societarie coinvolte, sulla provenienza delle risorse necessarie all’investimento e sulla congruità economica dell’operazione rispetto al valore e al potenziale strategico dell’area. La tutela del patrimonio pubblico non può essere considerata un adempimento formale. – Rincara Santovincenzo – È un dovere nei confronti delle generazioni presenti e future. Ma esiste anche una questione più profonda.
Da anni sosteniamo che l’Ex Polveriera rappresenti una delle più importanti opportunità di sviluppo pubblico dell’intera provincia. Per questo nel 2024 abbiamo promosso la deliberazione consiliare che individua l’area quale sito preferenziale per la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero e lo scorso anno abbiamo avviato interlocuzioni con la Regione Lazio, fondazioni sanitarie, università e soggetti istituzionali affinché questa prospettiva potesse essere concretamente valutata. Non abbiamo mai visto quell’area come un semplice asset da concedere al miglior offerente. L’abbiamo immaginata come il luogo in cui dare concreta attuazione al dettato costituzionale sulla funzione sociale del patrimonio pubblico, trasformandolo in un motore di salute, ricerca, formazione, lavoro qualificato, innovazione e qualità della vita. Una visione che oggi trova riscontro negli stessi documenti di programmazione che abbiamo spinto la maggioranza ad approvare, che individuano l’Ex Polveriera come area strategica per lo sviluppo di servizi sanitari, di studio e funzioni di interesse pubblico. – Aggiunge il Consigliere.
Per questo continuiamo a ritenere che il futuro di Anagni non possa essere deciso attraverso procedure opache o scorciatoie amministrative. Serve trasparenza. Serve confronto pubblico. Serve il pieno coinvolgimento del Consiglio Comunale. Soprattutto, serve una visione. Dopo quasi dieci anni di governo, l’amministrazione dovrebbe spiegare ai cittadini quale visione abbia guidato le scelte sull’Ex Polveriera e perché tutte le grandi promesse contenute nel cosiddetto masterplan siano comparse soltanto dopo che avevamo aperto un confronto pubblico sul futuro sanitario e strategico dell’area attraverso le nostre iniziative istituzionali. Ma, soprattutto, perchè queste promesse si siano dissolte per fare spazio al progetto che avevamo indicato fin dall’inizio come il vero centro dell’operazione. I fatti hanno già dimostrato che i nostri rilievi sul precedente iter sul fotovoltaico erano fondati. Quel procedimento si è arrestato proprio a causa delle criticità legate alla forma contrattuale scelta che avevamo evidenziato fin dall’inizio, quando taluni liquidavano le nostre osservazioni come semplice allarmismo.
Nell’ultima determinazione si legge espressamente che «la particolare tipologia di intervento oggetto della presente necessita della concessione di superfici pubbliche». Tale formulazione conferma quanto abbiamo sostenuto per mesi: la natura dell’operazione era estranea alla forma del partenariato e richiedeva una diversa impostazione amministrativa. Per queste ragioni continueremo a vigilare con la stessa determinazione anche sul nuovo iter, fiduciosi che il rispetto delle regole, la trasparenza amministrativa e la tutela dell’interesse pubblico finiranno ancora una volta per prevalere. L’ex Polveriera deve diventare il simbolo della rinascita sanitaria, sociale ed economica del territorio. Ridurre una delle più grandi opportunità di sviluppo pubblico della provincia a una mera operazione patrimoniale sarebbe un errore storico che Anagni non può permettersi”. – Conclude il Capogruppo LiberAnagni.