Si è concluso con una sentenza di assoluzione il procedimento a carico di un imprenditore agricolo della Valle di Comino, finito sotto processo con l’accusa di caporalato e sfruttamento della manodopera.
L’uomo era stato accusato di aver impiegato due lavoratori di nazionalità romena in presunte condizioni non conformi alle normative previste dal contratto collettivo di settore e alle disposizioni vigenti in materia di tutela del lavoro. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due operai avrebbero svolto l’attività lavorativa in un contesto caratterizzato da condizioni ambientali precarie.

Nel corso del dibattimento, la difesa dell’imprenditore, rappresentata dall’avvocato Vittorio Salera, ha contestato punto per punto le ricostruzioni formulate dall’accusa, illustrando al Tribunale una diversa lettura dei fatti emersi durante le indagini.
Attraverso l’analisi degli elementi raccolti e la ricostruzione dettagliata della vicenda, il legale è riuscito a dimostrare l’assenza dei presupposti necessari per configurare il reato contestato, ottenendo così l’assoluzione del proprio assistito.
Il caso aveva destato particolare attenzione anche per la delicatezza del tema affrontato. Il reato di caporalato, infatti, rappresenta uno dei fenomeni maggiormente monitorati dalle autorità negli ultimi anni, soprattutto nei comparti agricoli, dove i controlli sul rispetto delle norme a tutela dei lavoratori sono diventati sempre più stringenti.