Adeguamento tariffa idrica, il sindaco Martini: “Non si poteva fare diversamente”

Alvito - Il primo cittadino respinge le accuse della minoranza mittente e illustra il perché ha votato favorevolmente

Il primo cittadino di Alvito, Luciana Martini, ha partecipato alla Conferenza dei sindaci dell’Ato 5 che si è tenuta mercoledì scorso, votando a favore dell’adeguamento della tariffa idrica 2022-2023 come proposto dalla Segreteria tecnica operativa dell’Ato 5 (Sto) che prevede un incremento del 5,48% nel 2022 e del 4,40 nel 2023.

“L’ho fatto – evidenzia – con grandissimo senso di responsabilità verso tutti i cittadini, affinché passasse un incremento il più contenuto possibile delle bollette. E non si poteva fare diversamente. Infatti, dopo la diffida recapitata da Arera all’Ato 5 che nel corso del 2022 è rimasto inadempiente, non approvare la proposta della Sto, avrebbe voluto dire consentire al gestore idrico di applicare autonomamente un aumento ben più corposo, del 7,7%, sia per il 2022 che per il 2023. Votando ‘no’ i cittadini avrebbero pagato di più.

“Il voto dei Sindaci in quell’assemblea (su 50 presenti ben 47 hanno votato ‘sì’) è stato quindi un voto contro Acea. Un voto contro le esose pretese del gestore idrico. Votare ‘no’ avrebbe comportato un aumento di circa il 60% in più, a tutto vantaggio di Acea. Chi oggi, dall’opposizione consiliare, accusa il sindaco di aver fatto il gioco di Acea queste cose, però, non le dice. Tace in malafede o, forse, neanche le ha capite“.

“È facile, dall’opposizione, puntare il dito. Governare e farsi carico di responsabilità, che poi gravano su tutta la comunità, è, invece, un’altra cosa e ben diversa. E non ammette di essere omissivi, silenti o distratti. Né di fare battaglie ideologiche, improduttive e foriere di guai per i cittadini. Purtroppo, gli alvitani non hanno dato, ripetutamente tra l’altro, la possibilità di fare questa esperienza a chi oggi si limita solo a una scorretta – perché omissiva di fatti decisivi – propaganda, come se la campagna elettorale prevedesse i tempi supplementari”.

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