Non è stata una serata come le altre per una coppia di quarantenni della provincia di Caserta, convinti ormai di averla fatta franca dopo un colpo messo a segno con estrema furbizia. La loro corsa verso casa si è però interrotta bruscamente lungo la strada che porta al casello autostradale di Cassino, dove gli agenti del Commissariato locale li stavano aspettando per un normale controllo che si è trasformato in un arresto lampo.
Tutto era iniziato qualche ora prima a Senigallia, con un copione purtroppo già visto ma sempre efficace nel colpire i sentimenti più profondi. Una coppia di anziani era stata raggiunta dalla telefonata di un uomo che, fingendosi un carabiniere, aveva gettato le vittime nel panico: il nonno di casa era stato accusato di aver compiuto una rapina in una gioielleria della zona.
Per “ripulire” il suo nome e dimostrare la sua innocenza, il finto militare aveva spiegato che un collega sarebbe passato poco dopo a ritirare l’oro di famiglia, così da poterlo confrontare con quello rubato. Una trappola psicologica spietata che ha spinto i due coniugi a consegnare i propri ricordi più cari nel giro di appena dieci minuti.
La fuga dei due truffatori è però durata poco.
L’auto su cui viaggiavano era stata già segnalata e, quando la Polizia l’ha intercettata vicino a Cassino, i nodi sono venuti al pettine. Nonostante i tentativi di apparire insospettabili, il passato dei due — già noti alle forze dell’ordine per fatti simili — ha spinto gli agenti a guardare più a fondo. La sorpresa è arrivata durante il controllo: la donna nascondeva in un semplice fazzoletto circa 400 grammi di gioielli, un tesoro dal valore di oltre 40.000 euro.
Setacciando l’abitacolo, i poliziotti hanno poi scovato un altro “tesoretto” composto da 6.000 euro in contanti, divisi in banconote di vario taglio. Per i due sono scattate immediatamente le manette: l’uomo è stato accompagnato nel carcere di Cassino, mentre la donna è stata trasferita a Rebibbia, a Roma. Il finale di questa brutta storia è però a lieto fine per le vittime: tutto il denaro e, soprattutto, i preziosi monili d’oro verranno presto restituiti ai legittimi proprietari, mettendo fine a un incubo nato da una bugia telefonica.