Ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri dopo mesi vissuti nella paura e nell’ansia, segnati – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – da minacce, comportamenti persecutori e continue vessazioni da parte dell’ex marito, incapace di accettare la fine del matrimonio. Per questo motivo, nella mattinata di oggi, i militari della Stazione Carabinieri di Anagni hanno eseguito un’ordinanza di divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un 44enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip del Tribunale di Frosinone al termine di una rapida attività investigativa avviata dai carabinieri dopo la denuncia presentata dalla donna, 43 anni, coniugata ma non più convivente con l’indagato.
Secondo quanto emerso, la vittima sarebbe stata costretta nel tempo a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane a causa di una gelosia definita ossessiva e morbosa da parte dell’uomo. Una situazione degenerata definitivamente la sera del 14 aprile scorso.
Intorno alle 19.30 il 44enne avrebbe contattato telefonicamente l’ex moglie pretendendo di sapere dove si trovasse. Di fronte al rifiuto della donna, l’uomo avrebbe reagito con minacce di morte e annunciando l’intenzione di distruggere l’abitazione. Temendo il peggio, la 43enne si è immediatamente allontanata da casa riuscendo così a mettersi in salvo.
Poco dopo, stando alla ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, l’uomo avrebbe raggiunto l’appartamento della donna, sfondando la porta d’ingresso e devastando le stanze dell’abitazione.
La denuncia formalizzata il giorno successivo ha consentito ai carabinieri di attivare immediatamente le procedure previste dal “Codice Rosso”, raccogliendo in tempi rapidi un quadro indiziario ritenuto grave in relazione ai reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.
Gli elementi acquisiti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Frosinone che ha richiesto la misura cautelare poi emessa dal giudice. Grazie all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo a distanza, l’uomo non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima e sarà costantemente monitorato.
L’operazione conferma ancora una volta l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati legati alla violenza domestica e di genere. Ai cittadini e alle vittime di soprusi, i militari ribadiscono l’invito a denunciare tempestivamente e a chiedere aiuto, sottolineando come la fiducia nelle istituzioni rappresenti uno strumento fondamentale per interrompere situazioni di violenza e proteggere le persone più vulnerabili.