Frosinone maglia nera per l’inquinamento, parte indagine epidemiologica su malattie respiratorie

L'Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente ha dato inizio alla valutazione su 200 cittadini residenti nel territorio di Selva dei Muli

“Difficile ed imbarazzante per Frosinone sopportare di essere il capoluogo con maggiore inquinamento da polveri sottili, marcatori aerei di danno ambientale. L’inquinamento è tra le cause di malattie a tutti i livelli dell’organismo, convive con la gente e nella gente, quando si converte in patologia. Non a caso il sindaco di Frosinone rispetto l’inquinamento ha indicato, proprio nella salvaguardia della salute pubblica, l’obiettivo di convergenza di tutte le attività amministrative e politiche”. Così in una nota la Dott.ssa Marzia Armida – Presidente Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente

Nello stesso giorno in cui a Frosinone è stata attribuita la maglia nera per l’inquinamento da polveri sottili, l’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente ha dato inizio ad un’indagine epidemiologica sulle malattie respiratorie, volontaria, con valutazione della funzionalità ventilatoria per mezzo di spirometrie e somministrazione di questionari specifici, su 200 cittadini residenti nel territorio di Selva dei Muli, a Frosinone. Trattasi di zona a ridosso della famigerata discarica di Via Le Lame, sito tra i più critici ed inquinati d’Italia, che dopo oltre 20 anni ancora non trova possibilità di caratterizzazione, né tantomeno di bonifica. Area emblema di pluriennale continuativa aggressione ed abuso ambientale, di pessimo impatto estetico dove, nei secoli scorsi, venivano coltivati i bachi da seta del cui ricordo restano solo sparute ed aggredite piante di gelsi su di un terreno in via di desertificazione, peraltro sito eneolitico di importanti ritrovamenti archeologici”. – Prosegue nella nota la Dott.ssa Armida.

“Il monitoraggio dei parametri respiratori, in aiuto della popolazione, per acquisire i dati sanitari relativi il prima ed il malaugurato dopo insediamento del biodigestore che, come Medici, abbiamo osteggiato fin dall’inizio nelle procedure di autorizzazioni Regionali, così come già in precedenza avvenuto per inceneritori di biomasse in quella stessa area, per difendere l’ambiente e la salute. Una dichiarata precostituzione di prove in ipotesi di un danno sanitario prossimo futuro da impatti inquinanti e dannosi. Siamo contro e non possiamo tacere di fronte a potentati che, servendosi anche di un’imprenditoria compiacente, paiono voler percorrere “strade libere” su progetti altamente inquinanti e degradanti, a ridosso di zone destinate a “servizi“, a pochi passi da area vincolata dal Ministero dei Beni Culturali, con inedificabilità assoluta. Progettualità di una imprenditoria che sembra voler limitare la realizzazione di progetti puliti, finalizzati alla tutela della salute ed alla valorizzazione di zone ormai depresse, per accogliere un’immane invasione di camion d’immondizia, di fetore, di polveri sottili e di particolato secondario. Tutto questo in una città “maglia nera” per “Mal’Aria“ improntata da un’offerta sanitaria dimostratasi non consona e rispondente, ulteriormente resa deficitaria dalle conseguenze sulla salute del grave inquinamento, caratterizzata dalla migrazione di pazienti e malati, attori di un pendolarismo oltre i nostri confini territoriali in strutture sanitarie alla ricerca della agognata assistenza”. – Conclude la Presidente Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente

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