I Piloni: celebrati, magnificati ma rigorosamente… inutilizzabili. I Piloni vanno a ruba. Quaranta domande per diciassette arcate. Titoli entusiasti, foto suggestive, racconti di rinascita urbana. Il cuore di Frosinone alta torna a battere, peccato solo sulle pagine dei giornali. Scavando appena sotto la superficie, senza difficoltà, si scopre che il cuore batte ma solo nella fantasia di pochi geniali trasformisti, impegnati a credere e far credere, soprattutto, che i locali rispondano a requisiti di utilizzabilità. Propaganda che tristemente si infrange contro il muro delle risposte dei tecnici e della documentazione ufficiale, la cui lettura e presa d’atto salvaguarderebbe gli aspiranti affittuari e/o acquirenti”. Così i consiglieri comunali Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo tornano sulla questione.
“I locali sono agibili?”
I consiglieri di FutuRa e Forza Italia ripropongono la domanda indesiderata: “i locali sono agibili? E soprattutto: esiste una relazione dei Vigili del Fuoco che lo certifichi? I servizi igienici sanitari rispondono alla normativa e ad una corretta presenza per ciascun singolo locale? La risposta dell’Amministrazione, qualche tempo fa, è arrivata puntuale, elegante, firmata digitalmente. Un piccolo capolavoro di letteratura burocratica. Non si è trattato, però, di una risposta, ma di un mero esercizio di stile. Non un chiarimento, ma una lezione di filosofia amministrativa. Il dirigente ha spiegato, infatti, che l’intervento ai Piloni ha riguardato tutto: sicurezza strutturale, idrogeologica, igienico-sanitaria, fruibilità, sicurezza sociale, predisposizione impiantistica. Praticamente tutto, tranne l’unica cosa che servirebbe per usarli: l’Autorizzazione dei Vigili del Fuoco. E qui è arrivato il colpo di genio amministrativo: non si era ritenuta necessaria alcuna autorizzazione dei Vigili del Fuoco, perché i locali, a loro dire, “non sono utilizzati” e il progetto “NON ne prevedeva la riutilizzazione”. Una frase che meriterebbe di essere incisa sul marmo. Tradotto: i Piloni sono stati messi in sicurezza per non essere usati. Un concetto rivoluzionario. Una nuova frontiera dell’urbanistica: riqualificare per l’inutilizzo. – Tuonano i consiglieri comunali.
Peccato che, nel frattempo, gli stessi locali siano stati messi a bando, raccontati come il simbolo della rinascita del centro storico. Ma evidentemente, nel nuovo modello amministrativo, si può assegnare ciò che non è ancora utilizzabile, confidando nel fatto che l’agibilità arriverà… prima o poi. Magari dopo la prima assegnazione e/o vendita o meglio dopo il primo problema. Ancora più triste e meno rassicurante è il finale della nota: eventuali richieste di utilizzo per destinazioni d’uso differenti saranno oggetto di “successivo approfondimento tecnico”. Successivo a cosa non è dato sapere. Forse successivo all’assegnazione. Forse successivo all’apertura. Forse successivo all’intervento dei Vigili del Fuoco. L’importante è che sia successivo. – Proseguono da FutuRa e Forza Italia.
E mentre i quotidiani locali parlano di “corsa al cuore di Frosinone alta”, di successo, di rilancio, resta un dettaglio fastidioso: come si può parlare di utilizzo senza essere raggiunti dai chiarimenti atti ad esplicitare se i locali siano effettivamente utilizzabili? Oggi le delucidazioni fornite dall’amministrazione di Frosinone alle richieste di noi consiglieri di Forza Italia e FutuRa, ci dicono che le competenze e gli atti dei Vigili del Fuoco NON si sono resi necessari, perché i locali NON prevedevano l’utilizzabilità. Nonostante ciò, oggi si finge l’utilizzabilità. E allora i Piloni diventano il simbolo perfetto di una nuova stagione amministrativa: assegnati prima, verificati poi. Celebrati subito, autorizzati in un secondo momento. Un modello snello, moderno, velocissimo. Talmente veloce da saltare qualche passaggio, non certo di poco conto.
Perché, se il rilancio urbano passa dall’assegnazione di spazi senza chiarire prima se siano davvero agibili, forse il problema non è la burocrazia lenta. Continua una narrazione fuorviante e confondente della realtà, che per il centro storico ha raggiunto i livelli dell’impudicizia. Dopo le criticità della viabilità, la mancanza di sicurezza, il non rispetto del decoro urbano, lo scadimento della qualità di vita dei residenti più e più volte dagli stessi denunciato, per il centro storico arrivano i Piloni. Puntualmente, quando c’è la possibilità di qualcosa di positivo, in mano ai nostri amministratori tutto si infrange in una gestione incompleta ed approssimativa, molto interessata alla visibilità propagandistica. La questione non è, a questo punto, se i Piloni vadano a ruba. La vera domanda è un’altra: stiamo rilanciando il centro storico o stiamo magistralmente imparando a raccontarlo? Ed in questo periodo in particolare, dove spesso la critica appare funzionale ad esclusiva ricerca di visibilità, intendiamo rilanciare una giusta opposizione propositiva per Frosinone e per chi la amministra, individuando le situazioni non corrispondenti, per indirizzarle verso una gestione corretta e soprattutto veritiera”. – Chiosano Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo.