Frosinone – Studentessa affetta da favismo, arriva l’ordinanza: stop a fave e piselli vicino al Bragaglia

Il provvedimento firmato dal sindaco Riccardo Mastrangeli vieta coltivazione e vendita sfusa nel raggio di 300 metri dall’istituto scolastico

Il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, ha firmato un’ordinanza sindacale che vieta la coltivazione di fave e piselli nelle aree comprese nel raggio di 300 metri dal perimetro dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. G. Bragaglia”, in via Casale Ricci.

Il provvedimento riguarda anche le attività commerciali presenti nella stessa area. In particolare, è stata vietata la vendita sfusa delle fave fresche. Negozianti e ambulanti potranno esporre il prodotto soltanto se confezionato in sacchetti sigillati.

L’ordinanza dispone inoltre l’eliminazione di tutte le coltivazioni di fave e piselli già presenti nell’ambito territoriale interessato dal divieto.

La decisione è stata adottata in via precauzionale per tutelare la salute pubblica, dopo la segnalazione della presenza, all’interno dell’istituto scolastico, di una studentessa affetta da deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), patologia comunemente conosciuta come favismo.

Il favismo è una condizione genetica che può provocare gravi reazioni emolitiche nei soggetti colpiti, anche a seguito dell’esposizione o dell’inalazione di particelle provenienti dalle fave fresche. Proprio per questo motivo il Comune ha ritenuto necessario intervenire con misure preventive nelle immediate vicinanze della scuola.

L’ordinanza resterà in vigore secondo quanto stabilito dal provvedimento sindacale e sarà oggetto di controlli da parte degli organi competenti.

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