Cresce la preoccupazione ad Alatri, dove nei giorni scorsi sono emersi episodi di estrema crudeltà ai danni di alcuni gatti, uccisi e poi collocati in contesti che farebbero pensare a veri e propri rituali. A lanciare l’allarme è LNDC Animal Protection, che ha espresso forte indignazione per quanto accaduto.
Scene inquietanti e modalità analoghe
Secondo le informazioni diffuse, almeno due episodi presenterebbero elementi simili e potrebbero essere collegati tra loro. In un caso, il corpo di un micio è stato rinvenuto sepolto all’interno di un vaso, con la testa lasciata fuori dalla terra; in un altro, l’animale era stato adagiato su un cartone, coperto con una maglia e circondato da fiori e da una piccola croce in legno. Dettagli che, oltre a suggerire una morte violenta – si ipotizza per strangolamento – indicano una volontà precisa di creare scenari simbolici e fortemente disturbanti.
La denuncia e l’intervento delle autorità
Di fronte a quella che viene definita una vera e propria escalation di violenza, LNDC Animal Protection ha presentato denuncia alle autorità competenti, chiedendo che venga fatta piena luce sui fatti e che si arrivi in tempi rapidi all’individuazione dei responsabili.
“Ci troviamo davanti a comportamenti di una gravità inaudita, che non possono essere sottovalutati. Chi compie simili atti sugli animali rappresenta un pericolo concreto anche per la collettività”, ha dichiarato Piera Rosati, sottolineando la necessità di un intervento immediato per fermare ulteriori episodi.
Reati e pene previste
L’associazione ricorda che l’uccisione di animali è un reato disciplinato dall’articolo 544 bis del Codice Penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro. Le pene aumentano sensibilmente – fino a quattro anni di carcere e 60.000 euro di multa – qualora vengano inflitte sevizie o prolungate le sofferenze dell’animale.
L’appello ai cittadini
Un ruolo fondamentale potrebbe essere svolto dalla comunità locale. LNDC Animal Protection invita chiunque abbia notato movimenti sospetti o disponga di informazioni utili a rivolgersi alle forze dell’ordine o a contattare direttamente l’associazione. Anche dettagli apparentemente irrilevanti potrebbero rivelarsi decisivi per le indagini.
“Solo attraverso la collaborazione dei cittadini sarà possibile fermare chi si è reso responsabile di queste atrocità e restituire sicurezza al territorio”, ha concluso Rosati.
L’associazione ha inoltre fatto sapere che continuerà a monitorare attentamente la situazione ed è pronta a costituirsi parte civile qualora si arrivi a un processo, con l’obiettivo di ottenere giustizia per gli animali uccisi e per l’intera comunità.