Guerra, esplosioni in Russia al confine con l’Ucraina

Due “forti esplosioni” senza “né vittime né feriti” sul territorio della regione russa di Belgorod, situata al confine l’Ucraina orientale

Due “forti esplosioni” senza “né vittime né feriti” sul territorio della regione russa di Belgorod, situata al confine l’Ucraina orientale, epicentro del conflitto scoppiato il 24 febbraio, sono state denunciate dal governatore Vyacheslav Gladkov. Dalle comunicazioni che il dirigente ha rilasciato tramite il suo canale Telegram non è chiaro quale sia l’origine delle deflagrazioni. Gladkov ha comunque fatto sapere di essere stato informato dalla “sede operativa che non sono stati registrati danni o distruzioni“.

Il governatore, sempre su Telegram, ha riferito anche di un incendio all’interno di una struttura di proprietà del ministero della Difesa situata a circa 30 chilometri dal confine con la regione ucraina di Kharkiv, nel quale avrebbe perso la vita una persona e almeno sette case sarebbero rimaste danneggiate. Gladkov ha smentito che le fiamme siano state provocate da un attacco ucraino.

Il mese scorso le autorità di Belgorod hanno denunciato diversi raid delle forze armate ucraine nel loro territorio compreso un attacco che ha provocato la distruzione di un deposito di carburante. Secondo quanto riferito dall’agenzia Ria Novosti, ritenuta vicina al governo di Mosca, atti di “sabotaggio” dell’esercito di Kiev si sarebbero verificati anche nella regione di Kursk, confinante a sud col Belgorod.

Dall’altra parte del confine, invece, stando alle comunicazioni delle amministrazioni regionali rilanciate da Ukrainska Pravda, attacchi russi con feriti o vittime sono stati riportati in praticamente tutte le regioni orientali: Lugansk, Donetsk, Kharkiv, Kherson e Dnipropetrovsk. Secondo quanto riferito all’emittente Radio Svoboda dal consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, colpi di artigleria sarebbero stati sparati nella notte contro Azovstal, l’accaieria dove da settimane sono asserragliati gli militari ucraini rimasti in città e anche diverse centinaia di civili, secondo fonti di Kiev. Proprio ieri oltre 100 fra donne e bambini e anziani sono stati trasferiti dalla struttura.

Andryushchenko ha riferito che gli attacchi sono cessati e che oggi sono già in corso le evacuazioni di civili stabilite nell’ambito di corridoi umanitari concordati dalla città, importante snodo portuale nel sud-est dell’Ucraina.

Sul versante diplomatico il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, già mediatore nelle scorse settimane in un tavolo negoziale fra Mosca e Kiev, ha detto che potrebbe incontrare in settimana l’omologo russo Vladimir Putin per discutere misure per “risolvere” la situazione. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

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