Il Frosinone stravince anche nella solidarietà: il club al fianco dell’Associazione ‘ScopriAMO l’autismo’.

Testimonial il tecnico Fabio Grosso. La collaborazione è stata impreziosita dall’intervento della dottoressa Barbara Gemelli Stirpe

Il calcio inteso come momenti di gioia e aggregazione. A Frosinone il calcio, dopo la gioia incontenibile della promozione in serie A, è anche vittoria della solidarietà, vicinanza ed attenzione alle cose del mondo. Il Club giallazzurro scende al fianco dell’Associazione ‘ScopriAMO l’autismo’, nata dalla tenace volontà di una coppia di genitori romani con 3 figli di cui l’ultimo nello spettro dell’autismo. Il direttore Marketing & Comunicazione, Salvatore Gualtieri, il presidente Emanuele Federici e la vice presidente dottoressa Margareth Martino, hanno parlato di questa joint-venture tra il Club giallazzurro e l’Associazione ‘no profit’. Testimonial d’eccezione il tecnico giallazzurro Fabio Grosso, presente all’incontro. La collaborazione è stata impreziosita dall’intervento della dottoressa Barbara Gemelli Stirpe, moglie del massimo dirigente giallazzurro, madrina delle attività solidali del Club. Il Frosinone Calcio, infatti, nell’ambito del più ampio progetto Experience è particolarmente sensibile al ruolo delle Associazioni nell’ambito del programma Experience Solidale.

“Siamo orgogliosi, emozionati e felicissimi – sono le parole della dottoressa Gemelli Stirpe – di proseguire il nostro percorso nell’ambito della Solidarietà al fianco di questa Associazione. Lo sguardo rivolto a chi ha bisogno deve rappresentare sempre la Stella Polare del lavoro che ci accompagna e che ci attende oltre i risultati sportivi”.
Il direttore Gualtieri ha accolto con entusiasmo questa collaborazione: “Nella mission della nostra Società e del progetto Experience l’aspetto della solidarietà è tra i cardini. Non possiamo far finta di negare che nel mondo in cui viviamo ci sono realtà così particolari alle quali abbiamo l’obbligo di prestazione non solo grande attenzione ma soprattutto offrire supporto a spazi di presenza attiva. Accogliamo con interesse l’Associazione ‘ScopriAMO l’autismo’ e li ringraziamo di aver scelto il Frosinone Calcio per questa collaborazione. Il tema specifico, ancor più oggi, è di vastissima attualità. E bisogna lodare l’impegno delle persone, dei genitori, per il bene dei loro figli”.

Gli ha fatto eco il presidente dell’Associazione, Emanuele Federici: “In un’occasione importante come questa dovrei essere “istituzionale” e dovrei parlare da presidente dell’Associazione. Mi perdonerete ma prima di essere il presidente di questa meravigliosa associazione sono un padre. E da padre devo ringraziare la grandissima disponibilità del Frosinone Calcio nella persona del direttore Salvatore Gualtieri e di mister Fabio Grosso. Non abbiamo trovato solamente un eccellente allenatore, quello è sotto gli occhi di tutti, abbiamo trovato un uomo empatico capace di ascoltare e di mettersi in prima linea per dare il suo contributo. È un onore conoscere un campione del mondo dentro e fuori dal campo”.

E quindi le parole della dottoressa Margareth Martino, vice presidente dell’Associazione: “Entrare in uno stadio è già emozionante, farlo per parlare di Autismo non è semplice. Poi ci si trova davanti ad un grande allenatore e ad un Direttore di una incredibile realtà calcistica che è appena stata promossa nella massima serie, il tecnico Fabio Grosso e il dottor Salvatore Gualtieri . Quest’ultimo una persona dallo spessore umano fuori dal comune che ha volutamente azzerato le distanze ed ha aperto le porte a questa realtà cosi complessa: l’autismo. Ed all’improvviso è sembrato di essere in una grande famiglia che non solo ha competenze sportive, ma ha il dono innato dell’ascolto e della disponibilità! Abbiamo respirato un’aria sana, fatta di sguardi attenti e solidali. Li ringrazio con il cuore”.
Dicevamo della famiglia che all’improvviso si rende conto di trovarsi nella condizione di avere un problema con uno dei tre figli. La mamma, Margareth, è medico e il marito Emanuele, imprenditore. Entrambi si rendono conto che qualcosa non va quando il bimbo ha appena 13 mesi. Atteggiamenti che, pur di fronte un livello di conoscenza e di istruzione sicuramente elevati, non riescono a spiegare in maniera compiuta. Manca sempre qualcosa per avere certezze, in un senso o nell’altro. Il bimbo viene sottoposto ad esami diagnostici specifici per l’udito che danno esito negativo. La mamma non si convince, il papà anche. Inizia così un lungo percorso costellato di ostacoli.  Alla ricerca di una diagnosi che all’arrivo si farà molta fatica a metabolizzare.

Nel complesso mondo dell’autismo questa famiglia si rende ben presto conto che l’amore ma sopratutto la consapevolezza sull’autismo sono le armi vincenti della loro perenne battaglia quotidiana.

Ed oggi il bimbo è seguito da maestre splendide che insieme ai genitori hanno imparato a parlare la lingua dell’autismo attraverso una profonda conoscenza dello stesso.  E’ seguito da neuropsichiatri attenti e da terapisti formati che lo stanno aiutando nel faticoso percorso che tutti i bambini nello spettro dell’autismo devono affrontare.  Gli stessi terapisti oggi entrano nella scuola e aiutano le maestre nel corretto rapporto con il bambino. Ed è cosi che anche la scuola, il luogo dove si cresce contornati da altri bimbi, non è più un luogo caotico o problematico ma è diventato  un ambiente confortevole ed ordinato in cui apprendere facilmente.

Da qui l’Associazione scopriAMO l’autismo, un’Associazione con due scopi ben precisi.

Il primo è quello di aumentare la consapevolezza sull’autismo rivolgendo l’attenzione alla scuola ma anche alla società. Riconoscere il problema fa si che il bambino possa essere aiutato il prima possibile per intraprendere un percorso di crescita “corretto” e ridurre il gap del ritardo socio-comunicativo. Per questo l’Associazione ha come obiettivo quello della divulgazione nelle scuole dei “campanelli di allarme” per riconoscere lo spettro dell’autismo anche attraverso la corretta collaborazione con NPI (Neuropsichiatri Infantili) preparati e competenti.

Il secondo scopo è la creazione di una società inclusiva attraverso  la “modifica del setting”….perchè a volte con molto poco si può consentire a questi bambini/ragazzi/adulti di approcciare ambienti che tutt’oggi sono sensorialmente caotici (supermercati, negozi al dettaglio, parrucchieri, ristoranti, sale da gioco o addirittura parchi) o affrontare con più serenità ambienti che sono strutturalmente complessi o articolati (come purtroppo molte volte è addirittura la scuola).

Gli obiettivi divulgativi ed inclusivi dell’Associazione, che da oggi avrà al proprio fianco il Frosinone Calcio, trovano in questa meravigliosa collaborazione un grande opportunità:  una grandiosa e solidale visibilità, quella sana ed efficace visibilità che consente di parlare di qualcosa senza averne paura o senza che questa faccia paura, quella solidale visibilità che farà arrivare un sano messaggio dove forse sarebbe stato difficile se non impossibile arrivare.
Ed è cosi che da oggi il Calcio,  questo sport per antonomasia simbolo di squadra, lo sport nazionale, lo sport più amato, proprio lui, il Calcio dà una chiara e tangibile dimostrazione di inclusività consentendo di parlare di Autismo.

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