Teknoservice ha ritirato i licenziamenti ed aperto agli ammortizzatori sociali. E’ solo il primo passo di una trattativa in corso al Ministero del Lavoro che oggi chiarirà anche le posizioni di Trasnova e Logitech, le altre due aziende dell’indotto Stellantis rimaste senza commesse della multinazionale francese e che hanno avviato procedure per 60 lavoratori nel Cassinate (200 in totale) che rischiano di perdere il posto a partire dal primo maggio. Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, al termine degli incontri di procedura ha annunciato il ritiro dei licenziamenti Teknoservice “per cui aveva aperto la procedura di consultazione sindacale, dichiarando contestualmente l’intenzione di aprire la cassa integrazione, anche se al momento per soli tre mesi eventualmente prorogabili”.
Cassa integrazione per soli 3 mesi. Confronto no-stop in corso
“Si apre così uno spiraglio – ha sottolineato il segretario Uilm-Uil – che dobbiamo utilizzare per ottenere la ricollocazione dei lavoratori, a partire naturalmente da quella che la stessa Teknoservice può e deve offrire in altre attività di cui si è aggiudicata l’appalto. Su questo ultimo decisivo punto abbiamo più volte insistito e oggi abbiamo acquisito la disponibilità di principio della direzione aziendale – ha aggiunto -. Trasnova e Logitech hanno invece chiesto l’ennesimo rinvio della procedura di consultazione sindacale al 30 aprile, ma chiediamo anche a loro di ritirare i licenziamenti e di aprire la cassa integrazione”.

Ficco (Uilm): subito una soluzione occupazionale per 200 lavoratori
“Solo in questo modo il tavolo aperto presso il Mimit avrà la possibilità di trovare una soluzione occupazionale per gli oltre duecento lavoratori coinvolti nella vertenza. Siamo in attesa, difatti, di conoscere i dettagli di entrambi i possibili progetti di reindustrializzazione che ci sono stati prospettati, ma che anche nella migliore delle ipotesi avranno bisogno di tempo per la realizzazione e dunque di strumenti di accompagnamento”, ha concluso Ficco. Le organizzazioni dei metalmeccanici ovviamente puntano all’attivazione di ammortizzatori sociali che coprano l’intero anno 2026, garantendo un ponte fino al rilancio dello stabilimento, ammesso che questo rientri nei piani industriali che l’ad Stellantis Filosa illustrerà il 21 maggio.
Interpellanza Pd alla Camera per sollecitare iniziative del governo
L’obiettivo è traghettare gli operai rimasti dopo le massicce espulsioni incentivate dal gruppo transalpino verso il 2028, anno in cui dovrebbe esserci la salita produttiva della nuova Stelvio ibrida seguita dalla nuova Giulia ibrida. Peraltro la crisi di Cassino è approdata anche nell’Aula della Camera dei Deputati, attraverso un’interpellanza urgente rivolta dal Partito Democratico al Governo e al ministro Urso. “Il gruppo ha chiesto di chiarire quali iniziative intenda adottare per sostenere lavoratori e indotto – ricorda il dirigente dem Danilo Grossi -, se sia a conoscenza del piano industriale e delle prospettive produttive e occupazionali del sito, se intenda attivare con urgenza un tavolo istituzionale di confronto con azienda, sindacati ed enti locali e quali politiche industriali voglia mettere in campo per evitare fenomeni di desertificazione produttiva nell’area”.
L’interpellanza, sottoscritta dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è promossa dalla capogruppo democratica Chiara Braga dal Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera Vinicio Peluffo è sottoscritta dai deputati: Casu, Ciani, De Micheli, Di Biase, Di Sanzo, Fossi, Gnassi, Gribaudo, Guerra, Laus, Madia, Mancini, Morassut, Orfini, Pandolfo, Prestipino, Sarracino, Scotto. “È una situazione molto complessa e difficile con migliaia di famiglie in grande difficoltà e preoccupate per il presente e per il futuro. Stiamo facendo di tutto quello che è nelle nostre possibilità per tenere una attenzione nazionale sul Governo e su Stellantis”, avverte in conclusione Grossi.