Ha destato non poca attenzione l’operazione conclusasi nel pomeriggio di ieri presso il Comando della Polizia Locale di Monte San Giovanni Campano che ha determinato la chiusura di un distributore di carburante del comprensorio. La Redazione di Frosinone News pubblicato lanciato la notizia in anteprima già ad inizio giornata, riportando tutti i dettagli del provvedimento (LEGGI QUI).
Gli agenti della Polizia Locale di Monte San Giovanni Campano, in presenza del Comandante Andrea Longobardi, sono entrati in azione alle 07:00 di ieri per sospendere l’erogazione di carburante dalle diverse pompe del distributore, oscurando anche la bandiera con i prezzi e bloccando il self service, provvedendo alla messa in sicurezza dell’impianto così come indicato dalle normative ambientali ed antincendio. A metà mattinata i sigilli definitivi sui pozzetti, apposti dalla Guardia di Finanza, sotto la giuda del Luogotenente D’Onorio.
L’operazione è terminata nel pomeriggio presso il Comando della Polizia Locale, dove gli agenti hanno espletato le formalità e la prassi burocratica dell’interdittiva antimafia, compresa la stesura del verbale, in presenza, così come previsto, anche del delegato della società raggiunta dal decreto.
L’accurata indagine che ha portato all’interdittiva antimafia è partita in Campania, tra Napoli e Caserta, per poi spostarsi fino a Milano: a catturare l’attenzione delle forze dell’ordine sono stati anche i prezzi del carburante, fino a 0,30 centesimi in meno rispetto ai competitor.
Il decreto è stato emesso dalla Prefettura di Milano ed ha riguardato diverse società, riconducibili a prestanome “fittizi”, esclusivamente legate al commercio di carburanti, tra cui il distributore di Monte San Giovanni Campano.
L’interdittiva antimafia, lo ricordiamo, è una misura amministrativa cautelare e preventiva, con applicazione immediata, emessa per l’appunto dal Prefetto, che impedisce alle imprese sospettate di condizionamento mafioso, diretto o indiretto, di svolgere la prevista attività, con la decadenza di licenze, autorizzazioni e concessioni. I soggetti interessati dal provvedimento possono impugnare il decreto e fare ricorso.

