Una sospensione ritenuta illegittima, uno stipendio decurtato e infine il riconoscimento pieno dei diritti: è una sentenza destinata a far discutere quella emessa dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Frosinone, che ha dato ragione a un infermiere dell’ospedale Spaziani, ristabilendo un principio fondamentale, quello della retribuzione per il lavoro effettivamente svolto.
L’annuncio del sindacato
La Cisl Funzione Pubblica di Frosinone esprime profonda soddisfazione per la sentenza emessa dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Frosinone, Dott. Massimo Lisi, che ha accolto integralmente il ricorso del nostro iscritto, infermiere presso l’Ospedale Fabrizio Spaziani, difeso dall’Avv. Tiziana Sodani.
L’infermiere, in servizio presso l’Ospedale “Fabrizio Spaziani”, era stato vittima di una paradossale vicenda: nonostante fosse in possesso di una regolare esenzione vaccinale per motivi di salute (valida già dal maggio 2022), un errore nelle comunicazioni informatiche aveva portato alla sua sospensione dall’Ordine
professionale dal 30.06.2022 al 04.08.2022. In quel periodo, l’Asl di Frosinone ha continuato comunque a impiegarlo regolarmente nei turni, usufruendo della sua prestazione professionale, salvo poi procedere – mesi dopo – a una trattenuta illegittima sulla busta paga di oltre 2.350 euro, di fatto cancellando il compenso
per il lavoro già svolto.
La sentenza del Tribunale di Frosinone ristabilisce la verità e il Giudice ha ribadito il principio costituzionale ex art. 2126 c.c., per cui la prestazione lavorativa effettivamente resa deve essere remunerata. È stata accertata la totale buona fede del lavoratore mentre al contrario, il Giudice ha rigettato la tesi sostenuta dalla
Asl circa l’asserita impossibilità di poter conoscere la pendenza di un procedimento di sospensione a carico del lavoratore, evidenziando l’incongruenza gestionale dell’ASL e rilevando altresì come la figura del Dirigente delle Professioni Infermieristiche dell’Azienda coincidesse con quella del Presidente dell’Ordine (OPI) che aveva disposto la sospensione, situazione questa che metteva l’azienda in condizione di poter effettivamente conoscere l’avvenuta adozione del provvedimento di sospensione nei confronti del lavoratore.
«Questa sentenza è una vittoria della giustizia sulla burocrazia cieca – ha affermato il Segretario Generale della Cisl Fp Frosinone Antonio Cuozzo – Abbiamo sostenuto il collega perché crediamo che la dignità del professionista sanitario passi innanzitutto dal rispetto del suo lavoro e del suo diritto al salario. Chiediamo ora all’ASL di Frosinone di avviare un confronto per evitare che simili errori, tornino a colpire chi ogni giorno garantisce la salute pubblica sul territorio. Continueremo a vigilare affinché nessun lavoratore sia più vittima di provvedimenti punitivi privi di fondamento giuridico».