Un aperitivo, una cena fuori, un weekend con gli amici o un concerto. Momenti di svago che, negli ultimi anni, sono diventati sempre più costosi. A questo fenomeno è stato dato un nome: friendflation, termine nato dall’unione delle parole inglesi friend e inflation, che indica la tendenza a spendere più di quanto ci si possa permettere pur di non rinunciare alla vita sociale.
Il fenomeno, diventato virale sui social e rilanciato anche dal Financial Times, riguarda sempre più persone. Secondo i dati Circana, gli italiani spendono ogni anno circa 71 miliardi di euro per consumare cibo e bevande fuori casa, una cifra in costante crescita. Non perché si esca più spesso, ma perché ogni occasione di socialità ha ormai un costo decisamente più elevato.
A incidere sono sia l’aumento dei prezzi di ristoranti, locali, viaggi e hotel, sia le aspettative alimentate dai social network, dove vacanze, cene ed esperienze vengono continuamente condivise, creando una pressione che spinge molti a non voler restare esclusi.
Le conseguenze non sono soltanto economiche. Alcune ricerche evidenziano come le diverse disponibilità finanziarie possano influire anche sui rapporti di amicizia, generando imbarazzo o portando qualcuno a rinunciare agli inviti per non ammettere le proprie difficoltà.
Gli esperti consigliano quindi di stabilire un budget dedicato al tempo libero, evitando di accettare ogni proposta solo per conformarsi al gruppo. Pianificare le spese e scegliere le esperienze davvero importanti, spiegano, permette di vivere la socialità con maggiore serenità, senza mettere a rischio l’equilibrio delle proprie finanze.