L’orto sociale approda nelle case famiglia: un progetto finanziato dalla chiesa Valdese

Cassino - La cooperativa 'I Naviganti' ha partecipato al bando finanziato dal Movimento ed ha ottenuto l'ok

Avvicinare i bambini sin dalla tenera età al mondo della agricoltura sociale: zappettare, seminare, coltivare legumi, ortaggi, fiori. Un metodo essenziale per crescere con la cultura del sano rispetto della natura. L’orto sociale, che i tanti piccoli ospiti delle case famiglia della cooperativa I Naviganti hanno creato, ha come fine ultimo proprio l’educazione verso un giusto e sano utilizzo dei frutti di madre natura. Un progetto entusiasmante, coinvolgente reso possibile grazie ai fondi messi a disposizione dalla Chiesa Valdese, Istituzione questa sempre vicina alle fasce deboli e che già in passato ha consentito, attraverso dei progetti, la realizzazione di importanti migliorie all’interno delle case famiglia.

Questa volta l’iniziativa è tutta mirata all’ambiente esterno e per questo i terreni circostanti le strutture, situate in una zona periferica di Cassino e altamente protetta, saranno utilizzati proprio dai bambini e dai ragazzi in una serie di iniziative che li vedranno coinvolti prima persona anche con la partecipazione dei compagni di scuola e insegnanti. Saranno quindi realizzate delle vere proprie mini coltivazioni dove si potranno far crescere ortaggi, legumi ma anche fiori in vasche di legno trattato e vasi di coltura.

Elemento fondamentale per un buon raccolto è l’acqua e per questo motivo attraverso un vero e proprio impianto di irrigazione ci sarà l’innaffiamento quotidiano dei mini appezzamenti. E poi ancora attrezzi, carriole grandi e piccole per consentire il trasporto, con la supervisione di adulti, del materiale necessario alla crescita degli ortaggi e della fioritura. Il progetto inoltre prevede il coinvolgimento di persone anziane che vivono nel circondario e che potranno non solo confrontarsi con i tanti componenti della nuova generazione ma anche fornire loro importanti consigli inerenti la miglior crescita di un ortaggio o l’amore che si acquisisce avendo cura dei prodotti di madre natura. Un progetto, questo dell’orto sociale, che non è solo fine a se stesso ma che apre si apre a una serie di emozioni e di coinvolgimenti che lasciano ben sperare nella formazione di questi ragazzi che troppo hanno patito dalla vita.

“L’orto sociale in casa famiglia, rappresenta uno strumento di educazione ecologica in grado di riconnettere bambini con le radici del cibo e della vita – spiega la presidente della cooperativa ‘I Naviganti’, Simona Di Mambro -. Il fine ultimo di una simile iniziativa è quello di avvicinare fin da piccoli i bambini alla natura, ai suoi ritmi, ai suoi tempi, alle sue manifestazioni e consegnare loro un ambiente tutto da scoprire, esplorare, amare e rispettare; promuovere tutte quelle esperienze che permettano ai bambini di acquisire una serie di competenze, tra le quali osservare, manipolare, cogliere somiglianze e differenze, formulare ipotesi da verificare, confrontare opinioni, rilevare un problema e cercarne la soluzione; portare a maturazione nei bambini le tecniche di osservazione, di sperimentazione della realtà che li circonda fino alla graduale costruzione di pensieri scientifici e di atteggiamenti di cura utili alla realizzazione di un obiettivo finale (semina, piccole coltivazioni, cura dell’orto e delle sue piccole piante). Il tutto nel loro ambiente “casalingo” dove hanno a disposizione uno spazio del giardino e potranno seguire tutto il percorso previsto dalla semina alla raccolta generando entusiasmo e curiosità. Avranno, inoltre, la possibilità di invitare compagni di scuola o amici per condividere il lavoro insieme e aprire la casa famiglia alla comunità circostante comprese le persone anziane che fungeranno da “insegnanti” e che abitano nelle campagne attorno”.

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