Meningite, cresce l’allarme in Inghilterra: il ceppo è il B. Gli adolescenti non sono vaccinati

Sotto accusa il meningococco di tipo B. Avviata la profilassi per migliaia di contatti e inviati alert sui sintomi a circa 30mila persone

C’è il batterio responsabile della meningite di tipo B all’origine dell’epidemia che sta destando forte preoccupazione nel Sud dell’Inghilterra. A confermarlo è stata la UK Health Security Agency, che sta coordinando le operazioni di contenimento.

Il bilancio, al 18 marzo, è di due vittime: un 21enne iscritto alla University of Kent e un 18enne che frequentava una scuola superiore nella zona di Canterbury. Secondo quanto riportato dai media britannici, sarebbero inoltre oltre dieci le persone ricoverate in ospedale in condizioni critiche.

L’Agenzia sanitaria ha attivato immediatamente le procedure previste in questi casi: migliaia di persone sono state contattate per la profilassi antibiotica, riservata ai contatti stretti dei casi accertati, mentre circa 30mila cittadini hanno ricevuto comunicazioni informative sui sintomi da monitorare.

In via precauzionale, l’Università del Kent ha disposto la sospensione degli esami e delle valutazioni in presenza per l’intera settimana. Anche l’associazione studentesca ha deciso di annullare tutti gli eventi programmati.

Vaccinazione, copertura diversa tra Regno Unito e Italia

Nel Regno Unito la vaccinazione contro il meningococco B per neonati e bambini piccoli è stata introdotta nel 2015. Ciò significa che l’attuale fascia di studenti universitari e molti adolescenti non rientrano tra i soggetti coperti dalla campagna vaccinale.

In Italia, invece, il vaccino contro il meningococco B – inizialmente disponibile a pagamento – è stato inserito nel calendario vaccinale ed è diventato gratuito per tutti i nuovi nati a partire dal 2017.

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