Monte S. G. C. – Palazzo Nicoletti, l’allarme di Poce: “Trent’anni di immobilismo. Ora servono decisioni immediate”

A Monte San Giovanni Campano torna al centro il caso dello stabile pericolante: il consigliere accusa la politica e chiede interventi

A Monte San Giovanni Campano si riaccende il dibattito su Palazzo Nicoletti, dopo l’ennesimo episodio che ha riportato sotto i riflettori una situazione definita ormai insostenibile. A intervenire è il dottor Francesco Poce, consigliere comunale di minoranza del gruppo “Monte nel cuore”, che punta il dito contro anni di inerzia e chiede un cambio di passo immediato.

“Ormai la misura è colma. Dopo l’ennesimo episodio che mette a rischio l’incolumità dei cittadini, non possiamo più limitarci a commentare o a rimandare. Parliamo di una situazione che va avanti da trent’anni: trent’anni di segnalazioni, di allarmi, di promesse. È evidente che qualcosa non ha funzionato”.

Un’analisi che si trasforma in una critica netta verso chi ha amministrato nel tempo: “Si è sempre parlato di burocrazia, di vincoli, di pareri della sovrintendenza. Ma dopo trent’anni non esiste burocrazia che tenga. Qui il problema è molto più semplice: manca la volontà politica. Quando si vuole intervenire, si interviene. Quando non lo si vuole fare, si trovano mille ostacoli”.

Parole dure, che Poce rivendica senza esitazioni: “È un dato di fatto. Vediamo continuamente esempi di situazioni in cui, quando c’è una volontà chiara, tutto si sblocca in tempi rapidissimi. Si aprono perfino asili nido perché qualcuno ha deciso che si doveva fare. E invece un palazzo pericolante, che rappresenta un rischio concreto, resta lì, immobile, come se il tempo si fosse fermato”.

Al centro delle preoccupazioni, le ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini: “Le conseguenze sono gravissime. Ci sono famiglie giovani che hanno avuto il coraggio di investire nel centro storico, di crederci, di ristrutturare case, di riportare vita in quelle strade. E poi ci sono gli anziani, che magari vivono lì da sempre, che non possono nemmeno uscire serenamente di casa. Penso a chi vuole semplicemente andare in chiesa: un gesto quotidiano, normale, che diventa un rischio”.

Le richieste

Da qui, la richiesta alle istituzioni che è chiara e senza margini di interpretazione: “Chiediamo una cosa molto semplice: decisioni. Non altri tavoli, non altri studi, non altri rinvii. Serve un intervento immediato, chiaro, risolutivo. La sicurezza delle persone deve venire prima di tutto. Non possiamo più accettare che si continui a rimandare mentre il pericolo resta lì, sotto gli occhi di tutti”.

Poce sottolinea anche quello che definisce un paradosso nella gestione attuale dell’area: “Oggi lo Stato si ferma davanti alle transenne: fino a lì arriva la presenza delle istituzioni, oltre c’è il vuoto. Dopo le transenne è come se iniziasse l’anarchia, una zona grigia dove non esistono più controlli né responsabilità chiare. E questo, in un contesto già così delicato, è semplicemente inaccettabile”.

Infine, uno sguardo al futuro che suona come un monito: “Servono atti concreti, immediati. Se chi ha responsabilità continua a restare fermo, allora deve avere il coraggio di assumersi anche le conseguenze di ciò che potrà accadere. Perché la verità è una sola: se domani succede qualcosa, non sarà una fatalità, ma il risultato diretto di anni di immobilismo e di scelte mancate. E questa volta non ci saranno più alibi per nessuno”.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Stellantis Cassino, Piedimonte nella rosa dei 4 siti europei da vendere ai cinesi o da gestire in partnership

Il sito del Lazio meridionale è l'unico asset italiano nell'ambito di una strategia di riduzione della sovraccapacità produttiva

Stellantis Cassino, Cgil Lazio e Fiom Frosinone/Latina: “Basta annunci e impegni generici. Rocca batta i pugni”

Chiesti piano industriale per il sito pedemontano, costituzione di un bacino per i lavoratori dell'indotto e seduta straordinaria alla Pisana

Boville Ernica al voto, Salsiri presenta la sua squadra: ecco tutti i candidati per “È ora di cambiare”

Il candidato sindaco Arcangelo Salsiri: "Una squadra competente, radicata e pronta a dare risposte concrete alla comunità"

Piano rifiuti Lazio, il vero fulcro dei due Ato corre fra Roccasecca, Colfelice e San Vittore

Presidente Rocca e assessore Ghera annunciano la chiusura del ciclo regionale con totale autosufficienza per il trattamento e lo smaltimento

Valle del Sacco, in Consiglio a Ceccano una mozione unitaria. Liburdi (FdI) ringrazia Querqui

Il 4 maggio l'assise civica approverà all'unanimità un documento condiviso dalla maggioranza e dalle opposizioni di Palazzo Antonelli

Frosinone – Ancora scontro sulla Tari, il sindaco Mastrangeli replica a Martino e Cirillo

"Il diritto di accesso è sempre stato garantito, ma non può diventare uno strumento per pretendere violazioni della normativa sulla privacy"
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -