Sora – Tragedia di Crans-Montana: un flash mob per ricordare Stefan, il ‘martire della sicurezza’

Flash mob per ricordare che la sicurezza dei locali o di un evento non si improvvisa, va affidata ad operatori professionisti

Nella serata di ieri gli operatori della sicurezza della sezione DSB Assistance di Sora hanno aderito al flash mob nazionale indetto dall’AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, per ricordare le vittime di Crans-Montana e l’eroismo di Stefan Ivanović. Stefan aveva solamente 31 anni, di origine serbo-svizzera, era in servizio presso il locale distrutto dal rogo nella maledetta sera di Capodanno. La postazione di Stefan era all’ingresso, da solo, nessun altro addetto era stato assunto: quando è scoppiato l’incendio Stefan ha lasciato il suo posto ed, eroicamente, è entrato nell’inferno, spingendo fuori alcuni adolescenti per poi tornare dentro a cercarne altri. Il suo cadavere è stato identificato grazie alle analisi del DNA.

Gli operatori di DSB Assistance di Sora hanno indossato la loro divisa, si sono ritrovati dinanzi ad uno dei locali del comprensorio dove lavorano ed hanno partecipato al flash mob: 40 secondi di silenzio, uno per ogni vittima del rogo, una candela bianca accesa, il messaggio “Io sono Stefan, la sicurezza non è un costo”. La vicenda di Stefan Ivanović racconta essenzialmente la mission degli operatori della sicurezza, ovvero proteggere le persone, ad ogni costo. Ed inevitabilmente pone degli interrogativi sull’importanza della professionalità di questo lavoro: una professione che necessariamente richiede una formazione adeguata, rigore, preparazione.

Un ruolo di grande responsabilità che non si improvvisa. “La sicurezza non è un costo”, sulla sicurezza non si risparmia, non si può affidare la sicurezza di un locale, di un evento, di una manifestazione a persone che non siano competenti e qualificate. Non esistono operatori della sicurezza estemporanei o arrangiati o, per l’appunto, improvvisati. La sicurezza va affidata a professionisti come Stefan, non lo diciamo noi, lo impongono delle regole ben precise, in materia ci sono protocolli chiari per cui è doveroso che le istituzioni, in primis, riconoscano e restituiscano l’opportuna dignità professionale agli operatori della sicurezza, quelli veri, regolari, che rispettano le norme ed i criteri previsti e pagano le tasse.

Affinché in situazioni di estremo pericolo come quella di Crans-Montana ci sia sempre qualcuno che possa intervenire, con cognizione e consapevolezza: il sacrificio di Stefan ci ricordi che “La sicurezza non è un costo” e chi intende risparmiare sulla sicurezza abbia a mente i 40 morti ed i 119 feriti di Capodanno. Purtroppo c’è puntualmente bisogno che accada una tragedia per far sì che si rispettino le regole.

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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