Una vicenda che vede i residenti di un condominio da una parte e dall’altra un giovane esercente che tenta di continuare la sua attività: nel mezzo l’Ufficio Tecnico del Comune di Arpino.
Nello specifico, il giovane esercente gestisce già da diverso tempo un’attività commerciale situata nel cuore della città di Arpino. Ad inizio anno l’imprenditore, avendo la disponibilità di un locale di famiglia, e quindi potendo abbattere i costi della locazione, ha ben pensato di spostarsi poco fuori il centro.
Per evitare eventuali disagi ai condomini della palazzina, il ragazzo ha eseguito tutti i lavori necessari a rendere il locale “autonomo”, con tanto di ingresso indipendente per i suoi clienti.
Avendone fatto richiesta, a marzo è stato effettuato un sopralluogo da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune di Arpino, alla presenza dei responsabili del settore. Da marzo fino alla mattinata di ieri, ben oltre i 30 giorni previsti in cui normalmente un Ente risponde, il giovane esercente non ha ricevuto alcun riscontro da parte dell’ufficio preposto.
Ieri mattina, giornata in cui si sarebbe dovuta inaugurare la “nuova” attività, al ragazzo è stata notificata una diffida ufficiale, per mano dell’addetto comunale, nella quale si spiegano i motivi per cui non può avviare l’esercizio, ossia per il mancato cambio di destinazione d’uso del locale.
È presumibile che l’esercente provvederà nei prossimi giorni a completare l’iter burocratico. Ed è paradossale che la diffida arrivi il giorno dell’inaugurazione della nuova attività, oltre due mesi dopo il sopralluogo, sembrerebbe su sollecito dei condomini.