Si è tenuta presso il Tribunale di Cassino l’udienza preliminare, presieduta dal GUP dr.ssa Maria Rosaria Santoni, durante la quale è stata valutata l’assenza di elementi per un rinvio a giudizio nei confronti dei soggetti che, nell’ambito di un’operazione della Polizia di Stato resa nota il 1° settembre 2025, condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone, con la collaborazione del Commissariato di Sora, erano state denunciate per detenzione e spaccio di droga, perlopiù cocaina ed hashish, nei pressi del SerD della cittadina volsca.
Nel procedimento era stata evidenziata anche l’aggravante di “aver offerto o venduto le sostanze stupefacenti in prossimità di una struttura per la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti”. Tra i consumatori in trattamento al SerD, adescati dagli spacciatori in prossimità del presidio, nell’ambito dei controlli, era stata identificata una giovane mamma, 47 anni di Sora, conosciuta ed amata dalla comunità, deceduta qualche giorno dopo: una morte che ha scosso la cittadinanza generando profondo dolore, una donna che tentava di uscire dalla dipendenza che l’ha uccisa, per ricostruirsi una vita e dedicarsi interamente ai suoi affetti.
Le accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Cassino a seguito delle indagini degli agenti della Squadra Mobile di Frosinone e del Commissariato di Sora, coordinate dal Dirigente della Mobile di Frosinone, dr. Angelo Longo, inquadravano una coppia di etnia rom residente nel capoluogo, al “Casermone”, trasferitasi in un appartamento a Sora, a pochi passi dall’ambulatorio del SerD, dove i due, favoriti dalla complicità di altri “spacciatori di morte”, facevano leva sulla vulnerabilità dei tossicodipendenti in terapia, nel delicato periodo della disintossicazione.
Una media di 50 clienti al giorno, stando alle osservazioni fatte tra aprile e novembre 2024, un’inchiesta completata con intercettazioni telefoniche, immagini registrate dalle telecamere e testimonianze degli acquirenti. «E’ stato assestato un significativo colpo al traffico organizzato di sostanze stupefacenti», commentava il dr. Carlo Fucci, Procuratore della Repubblica di Cassino.
Non luogo a procedere
Nei giorni scorsi il GUP ha quindi stabilito il non luogo a procedere per un uomo, residente a Broccostella, difeso dall’avv. Antonio Carugno di Sora, non luogo a procedere per un secondo uomo, residente a Broccostella, in custodia presso il carcere di Cassino, difeso dall’avvocato Gianfranco La Rocca, non luogo a procedere per un uomo, residente a Sora, difeso dall’avvocato Francesco Venafro, per i quali “gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna”; non luogo a procedere nei confronti di un uomo ed una donna, entrambi residenti a Frosinone, difesi dall’avv. Luigi Tozzi, “per non aver commesso il fatto”; non luogo a procedere per una donna, residente a Sora, difesa dall’avvocato Daniela Tomassi, perché “il fatto non sussiste”. Delle altre persone indagate per lo stesso procedimento, qualcuno ha optato per il rito abbreviato o la “messa alla prova”, per altri è stato disposto il rinvio a giudizio.
Con il “non luogo a procedere” si intende che gli elementi acquisiti durante la fase delle indagini non consentono una ragionevole previsione di condanna. Il provvedimento non accerta l’innocenza nel merito, come l’assoluzione, ma chiude il processo penale prima ancor prima del dibattimento, prosciogliendo gli imputati.
Continua l’attività di tutte le forze dell’ordine, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, con il supporto e la collaborazione della Polizia Locale, mirata al contrasto dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti, nel tentativo di smantellare definitivamente queste organizzazioni criminali. Un’attività costante sull’intero comprensorio del sorano e su tutto il territorio della provincia di Frosinone.