Il capogruppo di Forza Italia a Frosinone, Maurizio Scaccia, lancia un duro atto d’accusa contro la gestione del progetto BRT (Bus Rapid Transit), definendo il capoluogo un “cantiere infinito” che sta mettendo in ginocchio la vivibilità urbana e l’economia locale.
”Frosinone è letteralmente divisa in due – spiega Scaccia – con il traffico paralizzato e la viabilità, già resa complessa da una conformazione cittadina poco adatta a questo tipo di trasporto, è diventata un incubo quotidiano per residenti e pendolari. Strade ristrette e deviazioni improvvise sono all’ordine del giorno, senza che vi sia stata una comunicazione adeguata verso la cittadinanza”.
Commercio in crisi
Oltre ai disagi strutturali legati ai lavori sulle reti idriche ed elettriche, Scaccia pone l’accento su alcune criticità che rischiano di affossare definitivamente il centro urbano: “la crisi del commercio con i commercianti che denunciano un calo drastico degli accessi alle attività a causa dell’inaccessibilità delle zone interessate dai lavori. La mancanza di tempi certi e l’apparente improvvisazione della macchina amministrativa stanno esasperando gli operatori economici. C’è poi l’emergenza parcheggi creatasi dalla realizzazione delle corsie dedicate che sta sottraendo spazi vitali alla sosta. La carenza di parcheggi sta rendendo impossibile la fruizione dei servizi e dei negozi di vicinato, allontanando i cittadini dal centro”.
Infine, l’impatto ambientale e la qualità della vita. “Nonostante il BRT nasca come progetto di mobilità sostenibile, l’attuale fase di cantiere sta producendo l’effetto opposto: aumento di polveri, rumore e smog dovuto alle code interminabili”.
”Il BRT dovrebbe essere una sfida per il futuro, ma oggi – sottolinea ancora Scaccia- la città sta pagando un prezzo troppo alto in termini di vivibilità. Non si può innovare ignorando le reali esigenze del territorio. Chiediamo una gestione efficace dei cantieri, tempi certi e, soprattutto, un piano straordinario per il recupero dei posti auto perduti, per evitare che un’opera nata per migliorare la città finisca per distruggerne il tessuto sociale e produttivo”.