Inquinamento killer, chiesto un consiglio comunale straordinario ma…”nessuno risponde”

Il collettivo Ceccano 2030: "L’amministrazione Caligiore ci lasci almeno pretendere un cambiamento politico che non è più rinviabile"

“Gli ultimi dati sull’inquinamento atmosferico a Ceccano, appena diffusi, continuano a essere drammatici. Mentre anche negli ultimi giorni sono stati rilevati sforamenti continui ai limiti previsti per legge – 36 per le Pm 10 dall’inizio dell’anno – le uniche risposte che arrivano dall’amministrazione comunale di Ceccano rispetto alla richiesta da parte di Ceccano2030, Europa Verde, Unione Popolare, Psi, di un consiglio comunale straordinario, aperto alla partecipazione di tutti i cittadini, sul tema, in cui esporre le nostre proposte in merito, sono solo sterili polemiche”. – Così in una nota il collettivo Ceccano 2030.

“Infatti, a chi ci accusa di non conoscere Ceccano, dobbiamo necessariamente far notare che, proprio conoscendo perfettamente la conformazione del nostro territorio, nell’affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico siamo partiti dalla premessa della particolare conformazione orografica della nostra città – che significa molto di più della descrizione “a conca” usata da parte di chi ricopre incarichi amministrativi e di competenza in materia – e abbiamo calato tutte le nostre proposte proprio rispetto a tale situazione: siamo cittadini che hanno le loro radici ben piantate in città, e tutti abbiamo occhi buoni per guardare il fatto che la nostra valle ha sicuramente una posizione infelice da questo punto di vista. Poi, e speriamo che siano state riportate male le dichiarazioni di alcuni esponenti della giunta Caligiore, abbiamo letto accuse e polemiche inquietanti, perché pare quasi che esistano ceccanesi di Serie A e di Serie B o che le colpe dell’inquinamento atmosferico siano di alcuni cittadini – e non, magari, di chi in Parlamento decide di concedere incentivi green per installare stufe a pellet al posto di detassare il gas per uso domestico. Noi, invece, le distinzioni non vogliamo minimamente farle: sogniamo una Ceccano città aperta, accogliente, inclusiva, in cui tutti si sentano in diritto di esprimere la propria opinione senza presentare il proprio codice anagrafico”. – Prosegue la nota del collettivo.

“Chiediamo, quindi, quale sia il vero problema che ostacola l’applicazione, se non di tutti, almeno di alcuni punti della nostra proposta programmatica. Oltre a invitare tutta la giunta che amministra la città fabraterna a leggere il nostro punto programmatico “Per tornare a respirare”, chiediamo nuovamente di accettare la nostra proposta di consiglio comunale aperto sul tema dell’inquinamento atmosferico: se dicono di aver gestito la materia in modo chiaro e trasparente, perché non mettere nero su bianco le proprie azioni, presentando alla cittadinanza tutte quelle messe in campo per contrastare l’annoso problema dell’inquinamento atmosferico? Vorranno mica nascondersi dietro a un dito, visto che da anni si tace sul problema o si cerca di occultarlo invece di provare a risolverlo? Noi un’ipotesi la accampiamo: molto probabilmente sanno anche loro che non saprebbero giustificare lo sfacelo totale in cui Ceccano versa dal punto di vista ambientale. Perciò, se pure non ritenessero opportuno accogliere la nostra richiesta perché non ritengono il consiglio comunale il luogo più adatto a questo tipo di dibattito, in quanto “forse” lo hanno esautorato delle proprie prerogative democratiche, siamo comunque disponibili a un confronto pubblico in cui poter esporre all’amministrazione comunale gli interventi strutturali e le nostre proposte – concrete, poco dispendiose per le casse comunali ed elaborate col contributo di associazioni ambientaliste, civiche, sindacali, di soggetti politici e dei ceccanesi che hanno voluto portare il proprio apporto in merito – da attuare nel breve e medio termine per uscire dalla nuvola grigia in cui Ceccano è avvolta”.

I dubbi sul progetto Ossigeno

“Inoltre, un altro dubbio ci sorge: se nel progetto Ossigeno della regione Lazio sono presenti, per la fascia submontana in cui ricade Ceccano, tante specie di piante antismog – alcune delle quali sono considerate molto utili per affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico – da piantumare, perché sono stati piantati degli ulivi, per di più su terreno alluvionale, e che in parte si sono già seccati? È stata fatta una progettazione seria rispetto al tipo di piante e ai luoghi dove piantarle oppure si è deciso di farlo solo a fini estetici, nella convinzione che bastasse mettere qualche alberello per dare alla nostra cittadina quel verde che manca da anni? – Proseguono dal collettivo Ceccano2023 – Infine, ci sorprende l’ostinazione con cui chi amministra ormai da (troppi) anni la nostra città insiste nello scaricare le responsabilità delle proprie incapacità amministrative una volta sulla Regione Lazio, una volta su chi ha amministrato Ceccano prima, una volta sui ceccanesi, una volta sulla Provincia: il problema non è una centralina posizionata male, perché in qualsiasi altro punto della città i dati sarebbero solo lievemente inferiori, ma pur sempre allarmanti; il problema, e lo ribadiamo con forza, non è il prima cui ci si attacca per marcare le differenze, il problema è adesso, un presente fatto di un rischio sanitario allarmante e di politiche ambientali sterili che, a parte qualche provvedimento tampone, non hanno partorito nessun progetto a medio-lungo termine. La mal’aria che attanaglia Ceccano la respiriamo tutte e tutti: solo voi dell’amministrazione Caligiore continuate a non accorgervene. Letto il tono delle risposte alle nostre richieste, lo ribadiamo con ancora più consapevolezza: ci siamo rotti i polmoni! Perciò, come Ceccano 2030, l’amministrazione Caligiore ci lasci almeno pretendere un cambiamento politico che non è più rinviabile, perché noi siamo impegnati a costruire una proposta seria, concreta ed efficace per un’altra città possibile, quella che i cittadini vogliono vivere nel futuro: il tempo per dare vita a un’idea alternativa di città è oggi, il futuro di Ceccano comincia adesso!”.

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