Quella di oggi potrebbe essere la giornata decisiva nel processo per l’omicidio di Thomas Bricca. Dopo mesi di udienze, testimonianze e approfondimenti tecnici, la Corte d’Appello si prepara infatti a chiudere definitivamente il dibattimento, aprendo così la strada alla sentenza su uno dei casi che più hanno segnato la comunità di Alatri e l’intero territorio. L’udienza arriva dopo il rinvio disposto nelle scorse settimane per permettere al perito Claudio Alati di completare gli ultimi approfondimenti richiesti dalla Corte sulle analisi video e telefoniche legate ai movimenti di Roberto e Mattia Toson, imputati nel processo.
L’appello della famiglia: “Per Thomas, per la verità”
Alla vigilia dell’udienza, la famiglia di Thomas ha diffuso un messaggio molto forte attraverso le parole dello zio Lorenzo Sabellico, anche a nome della madre Federica. Un appello che va oltre il semplice piano giudiziario e richiama il peso umano e sociale dell’intera vicenda. “Non chiediamo vendetta né alimentiamo tensioni”, si legge nella nota diffusa nelle ultime ore. “Chiediamo però che il dolore di una famiglia e di un intero territorio venga ascoltato e rispettato con la sensibilità, la serietà e il coraggio che un caso così drammatico merita”. La famiglia sottolinea inoltre il valore delle testimonianze emerse durante il processo e il coraggio di tanti giovani che hanno deciso di esporsi pubblicamente per sostenere la ricerca della verità: “Chi ha parlato, chi ha testimoniato, chi ha sostenuto questa battaglia civile non può sentirsi abbandonato dalle istituzioni”.
Il punto tecnico dell’ultima udienza
Nell’ultima udienza il perito Claudio Alati ha ricostruito gli elementi tecnici legati all’agguato. Uno dei punti centrali ha riguardato il casco indossato da chi si trovava sullo scooter al momento degli spari. Secondo il perito, le immagini disponibili sono estremamente difficili da interpretare a causa della scarsa illuminazione della zona. Alati ha spiegato che il casco, essendo di colore chiaro, rifletteva la poca luce disponibile creando un effetto abbagliante sui sensori delle telecamere. Nonostante questo, il consulente ha dichiarato che il casco sarebbe “compatibile con un modello integrale chiaro, probabilmente bianco”. Importante anche il capitolo relativo ai cellulari. Dall’analisi è emerso che i telefoni di Roberto e Mattia Toson sarebbero stati spenti o messi in modalità aereo prima e dopo il delitto. Inoltre il GPS del telefono di Mattia Toson non risultava attivo, rendendo impossibile una ricostruzione satellitare precisa degli spostamenti successivi all’omicidio.
Attesa per la chiusura del dibattimento
L’udienza di oggi potrebbe quindi rappresentare l’ultimo atto del processo prima della sentenza. Un momento atteso da mesi dalla famiglia Bricca e da una comunità che continua a chiedere risposte, verità e giustizia per Thomas.