Statua della Madonna decapitata a Ceccano, l’estintore usato per il raid rubato da una scuola: i sospetti

La scoperta dei carabinieri durante le indagini. Il dispositivo antincendio sarebbe stato asportato da un istituto della zona

L’estintore utilizzato per distruggere la statua della Madonnina di via Santa Maria Goretti a Ceccano sarebbe stato asportato da una scuola della città. È questo uno degli elementi emersi dalle indagini avviate dai Carabinieri della Compagnia di Frosinone subito dopo il grave episodio vandalico che ha scosso la comunità.

I militari dell’Arma, attraverso i codici identificativi riportati sull’estintore, sono riusciti a risalire alla sua provenienza, individuandone l’appartenenza a un istituto scolastico situato nella zona. Un particolare, trapelato nelle scorse ore, che apre nuovi scenari investigativi e che potrebbe contribuire a restringere il campo dei possibili responsabili.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è anche quella che il gesto possa essere stato compiuto da giovani, forse studenti dello stesso istituto, che avrebbero sottratto l’estintore per poi utilizzarlo, con molta probabilità nella notte, per colpire la statua sacra. Al momento si tratta soltanto di una delle piste seguite dagli inquirenti, che stanno lavorando per ricostruire con precisione ogni fase dell’accaduto.

Non viene esclusa neppure la possibilità che si tratti di un gesto emulativo. Negli ultimi mesi, infatti, la provincia di Frosinone è finita più volte sotto i riflettori delle cronache nazionali per la serie di danneggiamenti ai danni di statue e simboli religiosi. Una vicenda che aveva portato a una complessa attività investigativa condotta congiuntamente da Polizia e Carabinieri e culminata ad aprile scorso con l’individuazione e poi con l’arresto di una donna di 59 anni di Frosinone ritenuta dagli investigatori responsabile di almeno 11 raid avvenuti tra gennaio e aprile di quest’anno.

A Ceccano le modalità hanno inevitabilmente richiamato alla mente quei precedenti episodi. La statua della Vergine è stata infatti colpita e distrutta all’interno di una cappelletta votiva privata, collocata però lungo una pubblica via e da anni punto di riferimento per residenti e fedeli della zona. Diverse quindi le analogie con i casi dei mesi scorsi.

Resta tuttavia da chiarire se vi sia un collegamento con i precedenti atti vandalici oppure se si tratti di un episodio isolato. Pista, quest’ultima, che sembrerebbe essere quella privilegiata al momento. Per questo motivo le indagini proseguono senza sosta. I carabinieri stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area e lungo i percorsi che potrebbero essere stati utilizzati dagli autori per trasportare l’estintore e raggiungere il luogo del danneggiamento.

Nel frattempo, quanto accaduto ha lasciato una profonda amarezza nella comunità. Al di là del valore religioso del simbolo colpito, il gesto viene percepito come un grave atto vandalico che ha ferito il sentimento collettivo della città. Ora l’attesa è tutta per gli sviluppi dell’inchiesta, chiamata a individuare i responsabili e a fare piena luce su un episodio che continua a suscitare indignazione e sconcerto.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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