La direzione aziendale di Stellantis Piedimonte ha comunicato ieri un fermo produttivo per il montaggio, la lastratura e la verniciatura da lunedì 11 a vernerdi 15 maggio. Prosegue l’allarmante fermo dello stabilimento cassinate proprio mentre la multinazionale francese – che già produce un mlione di vetture in Spagna -, ha annunciato nuove iniziative produttive nella penisola iberica in collaborazione con la società cinese Leapmotor (della quale Stellantis è controllante col 51% di capitale sociale). Il titolo ha chiuso la settimana in Borsa in risalita proprio grazie alla notizia dell’intenzione di voler aumentare la produzione nello stabilimento di Stellantis a Saragozza, storico sito produttivo di Opel, dove un nuovissimo C-SUV Opel elettrico verrebbe realizzato su una nuova linea insieme al modello C-SUV B10 di Leapmotor. Inoltre verrebbe rafforzato lo stabilimento Stellantis di Villaverde, Madrid, a cui verrebbero assegnati i futuri prodotti Leapmotor per il mercato europeo e globale.
I francesi accrescono la produzione in Spagna anche con Leapmotor
Una beffa vera e propria per l’Italia, dove di vetture se ne producono ormai meno di trecentomila l’anno e dove ci sono interi siti a rischio di sopravvivenza come quello di Piedimonte San Germano che la prossima settimana vedrà un confronto tra il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca e l’ottimista ministro del made in Italy, Adolfo Urso. “I miei genitori hanno lavorato una vita in Fiat ed erano orgogliosi di dirlo – ha ricordato il sindaco di Castrocielo, Gianni Fantaccione, uno dei primi cittadini in prima fila durante la manifestazione sindacale del 20 marzo scorso a Cassino -. Ma oggi in quei lavoratori vedo molta rassegnazione. Questo mi preoccupa non solo per i lavoratori stessi, che entrano nelle officine un giorno al mese, ma per l’indotto e per l’intero territorio che non sanno quale sarà il futuro a cui vanno incontro. Al di là della discesa in campo dei sindaci, di qualche partito, dell’interesse di qualche ministro, devono arrivare segnali dal management di Stellantis ma non arrivano”.
“La premier vada dal presidente Macron e ponga il tema sul tavolo”
“L’importante è che l’economia torni a girare e torni la fiducia nei lavoratori, che oggi non c’è. Né tra i lavoratori Stellantis ma neppure in quelli di Trasnova, Logitech, Teknoservice. L’incertezza è talmente grande che deve essere fermata solo dal governo, deve essere affrontata dalla presidente del Consiglio in persona. Quando va da Macron deve porre la questione sul tavolo. Se parla di grandi temi quando ci sono i vertici internazionali e questo è ‘un tema’. Se il ministro Urso convoca il management e Stellantis non si presenta o snobba l’incontro, è evidentemente il momento che la presidente del Consiglio, che peraltro stimo pur essendo di altra parte politica, si vesta d’autorità e porti la richiesta di questo nostro territorio in Francia. Sarebbe necessario chiamare Macron e chiamare Stelalntis e rimettere in riga i fatti che contano per il nostro territorio”.
“L’ultima possibilità? Sindacati e sindaci insieme al Quirinale”
Il sindaco di Castrocielo ha infine ricordato che “gli italiani hanno pagato le tasse per far crescere il settore auto, Fiat ha preso tanti soldi pubblici, Stellantis ha rilevato lo stabilimento di Cassino che è cresciuto grazie ai sacrifici dei miei genitori e di tanti lavoratori di questo territorio. Ecco perché in questo momento i grandi attori devono scendere in campo ed è l’ora del presidente del Consiglio. A meno che Mattarella non se ne faccia carico ma non so se possa entrare in questo ambito. Anzi – conclude Fantaccione – proporrei ai sindacati, ma anche alla Consulta dei sindaci: andiamo da Mattarella, esponiamo la problematica e chiediamo un intervento ad alto livello. È l’ultima possibilità vera che abbiamo”.