Stellantis Cassino, l’attesa per le parole di Filosa da Auburn Hills e il ricordo della lezione di Marchionne

Il futuro produttivo legato a quel che il Ceo Filosa dirà oggi nel corso dell'Investor Day dalla città Usa di Auburn Hills, in Michigan

Auburn Hills, la sede storica della Chrysler, simbolo della scalata della Fiat di Sergio Marchionne al più piccolo dei costruttori a stelle e strisce, che salvò italiani e americani dal fallimento delle due società, sarà la location che ospiterà l’Investor Day di Stellantis, l’evento da mesi atteso per capire cosa ne sarà di quel che resta dell’automotive nazionale. Siamo in tempi molto meno epici di quelli del manager italo-canadese perché gli Agnelli ed eredi hanno passato il testimone nel 2021 alla multinazionale parigina che ha inglobato l’ex Fca – Fiat-Chrysler appunto – con un’operazione puramente finanziaria (mai visto che il gruppo industriale più piccolo – Peugeot – inglobasse quello più grande – Fca -). Nel frattempo i francesi saldamente al comando hanno soppresso e umiliato il comparto auto tricolore, estromettendo 12mila lavoratori diretti con gli esodi incentivati, annientando produzioni e marchi storici del Bel Paese, ridotti a scudetti montati su modelli transalpini, mettendo in ginocchio componentistica e indotto e quindi altre migliaia di famiglie di italiani.

A Detroit prese forma la strategia premium per il sito di Piedimonte

La cosa stravagante è che da Auburn Hills, che era diventato l’ufficio principale di Marchionne, venne ideata e lanciata la missione premium dello stabilimento di Cassino, che nei 47 anni precedenti aveva sfornato solo utilitarie e medie quasi tutte Fiat, con l’avventura della progettazione integrale, dal design al motore, dell’Alfa Romeo Giulia. Una vettura capace di sfidare e battere le tedesche nelle prestazioni, ma che resterà incompresa dagli italiani e sfortunata nelle vendite. Al punto che oggi tutte ne esaltano le prestazioni ed i contenuti tecnologici, salvo averla snobbata quando era chiamata alla prova del mercato. Ma Giulia resterà nella storia come l’ultimo esempio di vera Alfa, insieme alla gemella Suv Stelvio. Dopo di lei il nulla.

Anche il governo in attesa con l’illusione del “Piano Italia”

Oggi dunque saremo in attesa delle parole del ceo Antonio Filosa sul futuro prevedibilmente “luminoso” del Gruppo francese, ma va ricordato come il governo Meloni col ministro Urso confidi ancora nell’annunciato – nel 2024 – Piano Italia di Stellantis che non solo non s’è concretizzato, con un disastro occupazionale sotto gli occhi di tutti, ma neppure accenna a realizzarsi. Certo, da Detroit, arriveranno altre promesse ma l’Italia è sempre più messa complessivamente ai margini, dopo le alleanze con Leapmotor, Dongfeng, Land Rover e gli altri partner internazionali. Di Cassino, poi, Filosa non dovrebbe proprio parlare, secondo quanto fatto filtrare dall’azienda e riferito in un precedente servizio di Frosinone News, anche perché il sito, ormai fermo da mesi, pare destinato alla vendita ai cinesi di Byd.

Fiom: all’azienda chiediamo risposte a partire dal sito cassinate

Ecco perché dalla Fiom-Cgil, Samuele Lodi segretario nazionale e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive, hanno scandito come “Stellantis dovrà dare risposte anche rispetto agli stabilimenti del gruppo partendo da quello di Cassino, dal momento che i dati dei primi mesi dell’anno registrano un peggioramento rispetto al 2025 sia in termini di aumento delle ore di cassa integrazione che di scarsi volumi prodotti”. La Fiom, peraltro, “da sempre sostiene la necessità di favorire l’ingresso di nuovi costruttori, attraverso joint venture che prevedano anche l’ingresso dello Stato in equity nel capitale”. E’ da quest’ultimo “orecchio” che Palazzo Chigi dovrebbe, in effetti, decidersi a sentire ammesso che voglia recuperare il recuperabile in termini di produzioni, competenze, posti di lavoro, futuro di decine di migliaia di famiglie ed evitare la desertificazione di interi territori, se non di intere regioni del Centro-Sud.

La Regione Lazio intanto rifinanzia la legge 46 per la “Fiat”

La Regione Lazio, da parte sua, mostra buona volontà e fa quel che può. Due milioni di euro non sono una cifra appetibile, specie se parliamo di metalmeccanico, ma è meglio questo che niente. L’assessore al Bilancio, Giancarlo Righini, ha annunciato che «con l’approvazione di un emendamento alla proposta di legge n.259 sui debiti fuori bilancio, la Regione Lazio ha disposto un incremento di 2 milioni di euro, per l’annualità 2026, delle risorse destinate alla legge regionale n.46 del 2002, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le politiche per lo sviluppo e l’occupazione nelle aree interessate dalla crisi dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. Si tratta di una scelta concreta e strategica, condivisa anche con la vicepresidente Roberta Angelilli – ha aggiunto – che nasce anche grazie al lavoro di concertazione portato avanti con l’opposizione, con la volontà condivisa di sostenere un territorio che sta affrontando una fase complessa sotto il profilo produttivo e occupazionale”.

Righini: sosteniamo il territorio. Maura: vogliamo salvare il lavoro

Secondo Daniele Maura, vicepresidente Commissione Sviluppo economico e Attività produttive, “si tratta di un risultato importante, frutto del lavoro che ho portato avanti in Aula in sinergia con la collega Alessia Savo, e della collaborazione istituzionale messa in campo con l’assessore Righini, che ringrazio per aver accolto positivamente la proposta e reperito le risorse necessarie. La Regione Lazio continua così a dimostrare vicinanza concreta a un’area strategica per l’economia regionale, salvaguardando occupazione, imprese e una realtà industriale storica del nostro territorio”.

Battisti: risultato ottenuto insieme a sindacati e opposizioni

Sara Battisti, consigliera regionale dem ricorda la pressione esercitata in questi mesi e ritiene che “l’ulteriore stanziamento di 2,8 milioni per ciascuna annualità 2025 e 2026 sulla legge regionale 46/2002 rappresenta un segnale positivo che arriva dopo anni di richieste e di sollecitazioni tramite mozioni, interrogazioni, emendamenti e ordini del giorno che ho presentato in Consiglio regionale, dopo un lavoro svolto di concerto con le organizzazioni sindacali e le forze di opposizione. Un risultato raggiunto dopo la discussione affrontata nel Consiglio straordinario sulla crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino e che va nella direzione indicata dall’ordine del giorno, che mi vede prima firmataria, approvato all’unanimità”.

Eppure ormai il crollo c’è stato e niente sarà come prima

Le dichiarazioni della politica sembrano tuttavia non cogliere la vastità del colpo che Stellantis ha inferto al territorio del Lazio meridionale ed al primo comparto manifatturiero italiano. Perché la Fiat non c’è più e nessuno avrebbe potuto immaginare che questo sarebbe accaduto. Gli autobus del Cotral viaggiano ormai da anni vuoti per le strade contorte che portano ai borghi della Ciociaria, del Molise e dell’alto Casertano come dell’area del Golfo. C’erano almeno 40-50 mila famiglie che, tra questi territori, vivevano di auto. Oggi sono ridotte ad un decimo. Piedimonte San Germano, poi, è stato il simbolo del Paese che voleva rialzarsi e nel nome della Giulia aveva issato una bandiera identitaria fatta di eccellenza. Ma quel che è accaduto dopo, dal 28 luglio 2018 in poi, fa risuonare nella mente la vera lezione lasciataci da Marchionne prima dell’ultimo respiro nella cameretta dell’ospedale universitario di Zurigo: “L’Italia è un paese che deve imparare a volersi bene, deve riconquistare un senso di Nazione”.

- Pubblicità -
Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Stellantis Cassino, neanche una rassicurazione sul sito all’Investor Day del piano industriale di Filosa

Resta tutto da chiarire il futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Ma è l'Italia intera a tramontare come Paese degno di rilievo

De Matthaeis, Pizzutelli attacca Mastrangeli: “Basta bugie ai cittadini. Questa è la Frosinone del fare male”

Tra accuse di “marcia indietro”, soldi pubblici spesi male e una viabilità che sarebbe diversa dal progetto iniziale

Alatri, il Consiglio Comunale dei Giovani è realtà: approvato all’unanimità il regolamento

Via libera del consiglio comunale alla proposta dell’assessore Simona Pelorossi. Soddisfazione tra i ragazzi presenti in aula

Fiuggi – Marianna Aprile presenta “La Promessa”: confronto su diritti e ruolo delle donne nella società

A Fiuggi un momento di riflessione sui temi della partecipazione, dei diritti e della rappresentanza femminile

Sora, convocato il Consiglio comunale: in aula il progetto per il nuovo Centro per l’Impiego

Seduta straordinaria fissata per lunedì 25 maggio. All’ordine del giorno l’acquisizione di un immobile in via Schito nell’ambito del PNRR

Tav a Frosinone, Fratelli d’Italia Cassino: “Scelta inaccettabile senza un reale confronto con alternative”

I meloniani denunciano la necessità di non subire più scelte destinate a penalizzare la centralità economica e industriale del territorio
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -