I Carabinieri della Stazione di Sant’Apollinare hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino un 19enne e una 45enne, residenti in comuni dell’hinterland di Napoli e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa e rapina impropria ai danni di due coniugi anziani di Sant’Andrea sul Garigliano.
L’episodio si inserisce nel preoccupante fenomeno dei reati predatori contro le persone anziane, in costante crescita e caratterizzati da modalità sempre più insidiose, studiate per sfruttare la buona fede e la fragilità delle vittime.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, nella mattinata del 7 gennaio scorso il 19enne avrebbe contattato telefonicamente una 77enne, presentandosi falsamente come il nipote. Con tono concitato, le avrebbe riferito che la madre — figlia dell’anziana — aveva ricevuto una multa e che, non disponendo della somma necessaria per il pagamento, rischiava gravi conseguenze. L’uomo chiedeva quindi se in casa vi fossero denaro o gioielli, annunciando l’imminente arrivo di un “amico” incaricato del ritiro.
Pochi istanti dopo, mentre la donna era ancora al telefono con il sedicente nipote, un giovane si presentava alla porta qualificandosi come l’amico annunciato. Convinta di dover aiutare un familiare in difficoltà, la 77enne prelevava dalla camera da letto alcuni monili in oro e li consegnava al soggetto.
In quel momento sopraggiungeva il marito della vittima che, insospettito dalla presenza dell’estraneo, tentava di bloccarlo. Il giovane, per garantirsi la fuga, lo spingeva e si allontanava rapidamente con la refurtiva, consistente in gioielli per un valore complessivo di circa 4.000 euro, configurando così anche il reato di rapina impropria.
Le immediate indagini avviate dai Carabinieri di Sant’Apollinare si sono concentrate sull’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale. Proprio grazie all’attenta attività investigativa e alla qualità delle riprese, i militari sono riusciti a individuare una Fiat Punto bianca utilizzata per il colpo, elemento rivelatosi determinante per risalire all’identità dei due presunti responsabili.
La posizione dei due indagati è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria competente.
L’operazione conferma ancora una volta l’importanza strategica degli impianti di videosorveglianza e la tempestività dell’azione investigativa dell’Arma nel contrasto ai reati predatori, offrendo un concreto supporto alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione e alla sicurezza delle comunità locali.
