Mentre Roma è pronta a centralizzare una serie di funzioni delle Asl e delle aziende ospedaliere perfezionando l’avvio della SuperAsl Lazio zero, a Frosinone si tenta sempre di tamponare i problemi di organici con contratti di natura libero professionale per specialisti di ortopedia e traumatologia, dopo aver affidato a cooperative la gestione dei Pronto soccorso con un’operazione da 8 milioni di euro. Una situazione rispetto alla quale la segretaria provinciale dell’Ugl Salute, Rosa Roccatani, ha inviato una diffida-segnalazione formale al direttore generale dell’Asl di Frosinone, al collegio sindacale dell’azienda, al responsabile prevenzione corruzione e trasparenza ed alla procura regionale della Corte dei Conti per il Lazio. L’iniziativa nasce dall’analisi sulle esternalizzazioni, dal monitoraggio dei fondi Pnrr (coi ritardi nell’apertura di Ospedali di Comunità) e dalla verifica dei profili di legittimità degli incentivi tecnici.

Conto alla rovescia per la superAsl Lazio che accentra funzioni
Quanto al Lazio l’ideona è stata tutta del centrosinistra di Zingaretti e D’Amato che avevano già provveduto a dividere in torte la Regione ed a far dipendere le province dagli ospedali romani di riferimento (con le famigerate macro-aree): la provincia di Frosinone, ad esempio, dall’Umberto I. Poi, per rendere ancora più permeante il potere centrale, s’inventarono nel 2021 una super Asl che non erogava cure o servizi ma che decideva tutto il resto: appalti, gare, investimenti. Proprio questo organismo sta per essere attivato. Il centrodestra, in linea di continuità con questa azione di evidente depotenziamento delle Asl periferiche, e quindi essenzialmente delle province, ha messo del suo, aggiungendo due funzioni: il monitoraggio del Recup per la riduzione dei tempi delle liste di attesa e la gestione della Banca dell’osso e del tessuto muscolo-scheletrico.
Al momento c’è il sito istituzionale della SuperAsl in costruzione e la giunta Rocca dovrà definire l’assetto – che sarà analogo a quello delle altre aziende sanitarie – vale a dire: nominare un direttore generale, affiancato da un direttore amministrativo e da un direttore sanitario.

Contratti di lavoro autonomo per ortopedici in attesa del concorso
Roma accentra e le periferie languono, con province come quella di Frosinone sempre in affanno col personale e soprattutto a combattere con la carenza di specialisti, a partire dall’emergenza, per proseguire con gli anestesisti e finire con ortopedici-traumatologi. Oltretutto si guarda all’estate e il vero rischio torna ad essere che il medici ospedalieri non riescano ad andare in ferie a causa della carenza di personale.
Il 15 maggio il dg Cavaliere, con delibera, ha preso atto dei lavori compiuti dalla Commissione esaminatrice, relativamente alla Manifestazione di Interesse per conferimento di incarichi, fino al raggiungimento delle 58 ore mancanti, con contratti di lavoro libero-professionale, a medici afferenti alla disciplina di Ortopedia e Traumatologia, di cui al verbale del 21 aprile 2026, Uoc Gestione Risorse Umane. Possibile la risoluzione anticipata di questi contratti all’atto della conclusione delle procedure di assunzione a tempo indeterminato dei vincitori del concorso espletato. Ma si vedrà, intanto il sistema prosegue con medici che preferiscono le coop perché lavorano dove e quando vogliono. Vincendo concorsi, invece, si ritroverebbero negli ospedali con salari più bassi e maggiori responsabilità.

La segretaria Ugl Salute Rosa Roccatani, dal canto suo, “nell’esercizio delle proprie funzioni di tutela e di vigilanza sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, intende sottoporre a codesta Amministrazione e agli organi di controllo – si legge nella diffida inviata alla direzione generale di via Fabi – una riflessione rigorosa circa la deriva gestionale che sta interessando la sanità ciociara. Si osserva con crescente preoccupazione come il ricorso sistematico all’esternalizzazione di servizi sanitari essenziali, quali la medicina d’urgenza, delineando un modello organizzativo che, a fronte di costi esorbitanti per la collettività, non produce miglioramento degli standard assistenziali”.
“Le esternalizzazioni non migliorano il servizio, ancora barelle nei Ps“
“Al contrario – prosegue la sindacalista -, il perdurare del fenomeno del boarding nei Pronto Soccorso e la cronica carenza di personale in reparti vitali testimoniano il fallimento di una visione che abdica alla gestione pubblica in favore di una privatizzazione di fatto. In questo scenario, la Ugl Salute pone un tema di capitale importanza che riguarda la gestione degli incentivi per le funzioni tecniche previsti dal D.Lgs. 36/2023. Risulta necessario scongiurare il rischio che la proliferazione di appalti e proroghe tecniche diventi il presupposto per l’erogazione di premi incentivanti alla dirigenza, mentre i servizi sanitari rivolti ai cittadini permangono depotenziati”.
Secondo Roccatani, infatti, “è doveroso che il Collegio Sindacale e la Procura della Corte dei Conti verifichino la coerenza di tali flussi finanziari, accertando che la gestione contrattuale non prevalga mai sulla missione assistenziale e che non si configuri un inutile esborso di denaro pubblico laddove manchino reali profili di innovazione. Sicché si corre il rischio che si verifichi un vuoto organico che possa alimentare il ricorso a ulteriori esternalizzazioni”. – Spiega nella nota.
“La magistratura contabile avvii un monitoraggio delle determine”
Tirando le somme, “restituire centralità alla salute e alle cure dei cittadini è un obbligo e non può essere trattato come una variabile d’appalto, la scrivente Segreteria diffida formalmente l’ASL di Frosinone dal proseguire in politiche di esternalizzazione prive di una rigorosa analisi costi-benefici, invita la Regione Lazio a dare riscontro all’effettivo fabbisogno, alla Magistratura Contabile chiede un attento monitoraggio sulla legittimità delle determinazioni precedentemente citate e inviate in allegato. La Ugl Salute non arretrerà di un passo nel denunciare ogni distorsione che gravi sulle tasche dei contribuenti e sulla dignità dei lavoratori, riservandosi ogni ulteriore azione nelle sedi competenti”, conclude Rosa Roccatani.