- Avvocato Marzi. Il presidente del Pd Lazio De Angelis, intervistato da Frosinone News, – LEGGI QUI – ha fatto un richiamo alla sua ‘storica’ appartenenza politica per sottolineare d’essere convinto che, anche nel 2027, lei starà col centrosinistra a Frosinone.
“Parlerei prima della situazione nazionale che credo sia più rilevante. Non sono abituato a ritenere che i sondaggi debbano essere attendibili e quanto letto giorni fa sul campo largo, che sarebbe avanti nelle intenzioni di voto, mi lascia perplessità. Tanto per cominciare in ordine alla capacità di governo: non vedo come possano essere coniugate posizioni distanti come quelle di Bonelli, di Conte e di Renzi. Non vedo la possibilità che possa essere individuato con facilità un candidato presidente del Consiglio. Oltretutto, in questi casi, la contrapposizione finisce con l’indebolire la proposta alternativa. In ogni caso, un governo che regge 5 anni ha una sua credibilità difficilmente attaccabile nella dialettica politica dell’ultimo anno prima del voto. Quindi non nutrirei molta fiducia sul fatto che Giorgia Meloni possa essere sconfitta. Non avendo aspirazioni personali, sono abituato a leggere la politica in maniera asettica, per come mi viene rappresentata dai media e dalla lettura dei dati e dei documenti vari”.
- Nel capoluogo cosa osserva?
“Quanto a Frosinone, il quadro sembra ancora peggiore. Non vedo una coalizione alternativa e a me pare non ci sia nessuno nelle condizioni di recuperare e unire il consenso di tutti gli altri gruppi che si sono opposti all’attuale amministrazione. Invece vorrei vedere all’opera e verificare proprio la capacità di chi vuole essere alternativo di coagulare e convogliare l’azione di tutti coloro che non hanno condiviso l’operato dell’amministrazione comunale, visti i ritardi ormai cronici, come quello dell’ascensore inclinato, del Brt che non mi pare sia coinvolgente rispetto alla città ed all’opinione pubblica. Di quanti hanno mal tollerato una serie di inefficienze che sono, peraltro, comuni a molte amministrazioni comunali. Ma che nel capoluogo penalizzano una compagine che governa la città da 15 anni”.
- Il pollice verso è anche il suo quanto a bilanci dell’amministrazione in carica?
“Dico solo che la mancata riattivazione dell’impianto di risalita non può dipendere dal fatto che sono cambiate le norme perché, volendo, in 15 anni ne facevi vari di ascensori inclinati. Insomma la verità è che Marzi entusiasmo nei confronti di chicchessia non ne ha. Dirò, è più facile guardare a Mastrangeli che ricostruisca la sua credibilità guardando a persone capaci per rinnovare la sua squadra che non pensare ad un centrosinistra che mi sembra latitante dal punto di vista programmatico. E anche della capacità di coinvolgere la città”.
“Coalizione vasta di profilo civico potrebbe riproporre il sindaco uscente”
- Lei ha dichiarato che la sua lista discuterebbe di una candidatura a sindaco nell’ambito di una coalizione ampia di profilo civico.
“Lo confermo. A me, infatti, pare proprio questa la soluzione migliore per dare a Frosinone un governo stabile e rinnovato. Penso ad una coalizione vasta di profilo civico anche riproponendo lo stesso candidato Mastrangeli. Anche cambiando profondamente la sua squadra perché ha avuto accanto persone con le quali probabilmente, da parte sua, non sarebbe stato opportuno né condividere il pranzo e neppure la cena. Candidatura a sindaco in grado di reggere alla prova dell’alternativa? Solo se il centrosinistra fosse in grado di trovarne un’altra. Beninteso, il giovane socialista è una bravissima persona ma piuttosto isolata. Inutile, poi, magnificare il numero delle liste. La realtà del voto è sempre un’altra. Ho avuto io personalmente una lista giunta al 10% ed oggi sarebbe difficile riprenderlo non essendo candidato il sottoscritto. Ma sono comunque convinto che la mia lista, impegnata su un’ipotesi di governo della città serio e credibile, ancora potrebbe ottenere un successo significativo”.
- L’accusa più grave, al di là dei singoli ritardi amministrativi, rivolta da lei all’esecutivo è sicuramente la denunciata assenza di visione sul futuro del capoluogo.
“Se vogliamo parlare in maniera più profonda di cose che riguardano la città non possiamo non affrontare il tema della stazione ferroviaria che dovrebbe interconnettere Frosinone con la superveloce, perché questa resta la strada principale per riportare interesse sul territorio, impoverito prima di tutto di abitanti. Già, la capacità di attrarre resta uno snodo fondamentale. Mi si dirà che sono cose vecchie già dette nel passato. Ma resta inevitabile pensare che sia prioritario, anche oggi, il riportare gente a Frosinone”.
Dalla stazione tav allo lotta allo spopolamento, le vere priorità
- Poi c’è l’invecchiamento al di là dello spopolamento…
“Infatti. I giovani non ci sono, le intelligenze se ne vanno. Andando fuori vengono apprezzate. Per avere salari adeguati devono andare a lavorare in Germania, in Francia e Olanda: posso raccontare di decine di casi. Ma oltre a questi problemi di rilievo straordinario, abbiamo anche il resto: a partire dalla viabilità interna. Non si è tenuto conto dell’importanza di creare un raccordo esterno evitando la penetrazione del traffico veicolare in città”.
- Qual è la morale di tutto?
“E’ ora che una città che non sia delle chiacchiere pensi ai risultati concreti e non più a propagandare programmi che ostentano argomenti incapaci di promuovere attrazione. A Frosinone non si parcheggia, il traffico paralizza i flussi e non si è pensato alle Ztl. Sono argomenti sui quali all’amministrazione comunale darei un voto del tutto insufficiente, né possiamo rifugiarci nei risultati di una squadra di calcio eccellente”.
- Cosa vuol dire? Che c’è una lezione politica e amministrativa che arriva dalla sfida da tutto esaurito allo “Stirpe” tra Frosinone e Mantova?
“Come son stato a Melfi spero che dopodomani si conquisti la serie A per la quarta volta e su questo un ringraziamento vivissimo va al presidente Maurizio Stirpe per la sua organizzazione, per la sua capacità di dare un risultato senza un impegno straordinario di energie. Per capire di cosa parlo basta pensare a quanto si spende a Venezia, piuttosto che a Como e Catanzaro. La squadra di calcio mette in mostra dei veri fenomeni dotati di molta caparbietà. E’ questo il modo per essere protagonisti in una attività anche imprenditoriale. Dico solo che occorre trasferire nel governo della città quel tipo di cultura per rendere Frosinone moderna, efficiente, proiettata nel futuro”.
“Risultati con caparbietà: modello Stirpe anche per il Comune”
- Il multipiano di viale Mazzini resta chiuso ma va avanti il muro contro muro tra amministrazione e gestore privato. Cosa ne pensa?
“Le persone intelligenti e capaci sanno che quando si deve arrivare ad una transazione occorrono reciproche concessioni; nelle transazioni non sempre si vince ma il risultato resta l’obiettivo delle parti. A noi interessa che mettiamo nel multipiano le auto e che raggiungiamo a piedi via De Gasperi, come pedonalmente va resa raggiungibile tutta la città storica. Ho tra l’altro detto al sindaco quanto sia importante realizzare il parcheggio sotto la Provincia, facendolo diventare punto di partenza per mezzi pubblici che arrivino a Piazzale Vittorio Veneto. Bisogna valorizzare la mobilità alternativa. Chissà quante persone in più potrebbero frequentare Largo Turriziani e anche Piazza VI Dicembre. La scommessa si gioca su parcheggi, mobilità alternativa e trasporti. Ma fino ad oggi nulla si è visto su questi argomenti. Non solo negli ultimi 15 anni ma voglio aggiungerci anche i miei. Pure se allora avevo altri problemi come ripulire la città. Ma non mi metto a fare l’elenco delle tante cose fatte”.
- A proposito di transazioni, resta in sospeso il problema della scuola Pietrobono per la quale si prospetta la messa all’asta.
“Lì purtroppo la magistratura ha assunto una visuale rigorosa e fare accordi è difficile anche se possono esserci comunque soluzioni, ad esempio non escludendo che il bene che va all’asta possa acquistarlo il Comune. Il problema deriva da una responsabilità burocratica di chi non si è reso conto di aver costruito una scuola su un terreno non comunale. Bisogna arrivare con la Curatela ad una transazione impegnandosi economicamente. Un impegno di questo genere, vestito dal parere di un professionista che evidenzi come il Comune non abbia altre soluzioni, potrebbe essere utile. Per tutto ciò che porta risultati alla città la nostra lista ovviamente ha dimostrato di saper fare la sua parte”.
- Lei ha sollevato la vicenda del costo – di molto superiore al valore – del palazzo acquistato dal Comune in via Rossini. Ci sono evoluzioni?
“Sono in attesa della risposta che scaturisce dal parere tecnico. L’incarico di relazionare è stato conferito all’ingegner Sirizzotti che dovrà dirci cosa è accaduto. Ma sono convinto che la risposta non potrà che confermare che ho salvato il Comune da una vicenda scivolosissima: camminavano sul ghiaccio senza sapere che poteva per loro essere letale”.