M5S Frosinone, in duecento a Cassino per Nova 2.0: la lezione sul programma che nasce dal basso

Nova 2.0: parola all’Italia. L’iniziativa del Movimento 5 Stelle, voluta dall’ex premier Giuseppe Conte, domenica, ha visto centodue incontri in tutto il Paese, basati sull’uso dell’Open Space Technology (Ost), tecnica che consente ai partecipanti di discutere liberamente di temi specifici in piccoli tavoli tematici, anziché seguire i comizi dei leader. L’appuntamento per la provincia di Frosinone si è tenuto a Cassino (Hotel Boschetto) ed è stato coordinato dalla deputata frusinate Ilaria Fontana. Il pool di collaboratori organizzativi era composto dal “manager di sala” Gioacchino Nota, dai “facilitatori di sala” Roberta Maura e Angelica Lamberti, dagli instant report Federica Zaccari, Denise Rotondi, Daniele Concutelli, Fabrizio Elvidio Pardo Bartolomeo, Renato Marras, Giuseppe Santodonato, Francesco Barbieri, Simone Campaiornelli, Annamaria Simeone.

All’accoglienza Teresa di Salvi, Eleonora Chiovini, Pina Verro, Lucilla Valletta, Enzo Nuzzolo, Roberto Cedola.

Fontana: successo nei numeri e nella risposta del territorio

Il successo dell’iniziativa cassinate è testimoniato dalle duecento iscrizioni, metà delle quali arrivate da simpatizzanti non iscritti. L’obiettivo dichiarato era di rispondere alla seguente domanda: “cosa deve fare il governo progressista nei prossimi cinque anni per migliorare la vita delle italiane e degli italiani”?

“Nova 2.0 – ha commentato l’onorevole Fontana – è stata un successo nei numeri, nella partecipazione, nella risposta del territorio. Abbiamo messo le basi per creare un programma che andrà alle forze progressiste. S’è confermata la bontà del sistema Ost che è stato in grado di allargare la partecipazione a iscritti e non iscritti: sono state 16mila le consultazioni nazionali, con oltre il 49% di non iscritti”.

Quattro sessioni di lavori e ben 25 temi trattati nei vari tavoli

“L’evento provinciale – ha aggiunto Fontana – ha visto più di 200 registrazioni. L’Ost è un metodo basato su gruppi di lavoro la cui agenda si costruisce nell’assemblea. Per questo non è un’assemblea tradizionale. Erano previste originariamente 2 sessioni con 5 temi, ma Nova 2.0 di Cassino è giunta a 4 sessioni con ben 25 temi in discussione. L’iniziativa di ascolto continua, c’è tutta la parte deliberativa. A settembre ci sarà la presentazione della bozza del programma M5S costruita dalla cittadinanza; successivamente sarà messa on line. Ringrazio gli iscritti e tutte le persone che hanno reso possibile una giornata completa e pragmatica: quello che serve all’Italia e che a Cassino si è materializzato nel lavoro di tutti i tavoli della discussione”.

La deputata ha precisato: “Abbiamo deciso di dedicare questa giornata al ricordo del Prof. Ernesto Cossuto, che avrebbe voluto fortemente partecipare a questo momento collettivo ma che purtroppo è recentemente scomparso”.

Le critiche alla Nato, il no al ricatto occupazionale dell’industria bellica

Su pace e disarmo, convocatori Americo Celani e Luciano Conte, il tavolo ha chiesto “un maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali e comunali nella sensibilizzazione sui temi del ripudio della guerra, della cooperazione tra i popoli e della cultura della pace, attraverso iniziative culturali, educative e formative rivolte alla cittadinanza”. Posizione critica nei confronti della Nato e “delle missioni militari definite ‘para-umanitarie’, considerate in alcuni casi assimilabili a interventi di natura
occupazionale o strategica più che realmente umanitaria”. È stata infine sottolineata la necessità di “non cedere al ricatto occupazionale legato all’industria bellica, promuovendo invece investimenti pubblici e privati capaci di creare lavoro in settori civili, innovativi e sostenibili”.

“L’obiettivo indicato è quello di costruire una politica estera coerente con i principi costituzionali e orientata al sostegno delle popolazioni oppresse, alla difesa dei diritti umani, alla cooperazione internazionale e alla promozione della pace anche a livello europeo”.

Lavoro, salari bassi e questione sicurezza le due emergenze

Sul lavoro – convocatore Giorgio Vanni -, tra le proposte emerse “vi è il ripristino di meccanismi di tutela del potere d’acquisto dei salari, richiamando il tema della scala mobile come strumento di protezione rispetto all’aumento del costo della vita e dell’inflazione. Grande attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza sul lavoro, ritenuta una priorità assoluta. Si evidenzia la necessità di rafforzare controlli, prevenzione, formazione e responsabilità delle aziende, per contrastare il numero ancora troppo elevato di incidenti e morti sul lavoro”. Quanto a stage e tirocini, è stata proposta “l’introduzione di percorsi obbligatoriamente retribuiti e maggiormente regolamentati, con un ruolo più forte dello Stato nella gestione e nel controllo di tali strumenti, per evitare sfruttamento e utilizzo improprio del lavoro giovanile gratuito o sottopagato”.

Giovani, lotta ai salari da fame per combattere la fuga all’estero

Lavoro giovanile (convocatore Bernardo Comparelli): denunciata una “forte preoccupazione rispetto alla condizione lavorativa delle giovani generazioni, in particolare nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 35 anni, sempre più spesso costrette a confrontarsi con precarietà, bassi salari e assenza di prospettive stabili per il futuro. I partecipanti hanno evidenziato come molti giovani, pur lavorando a tempo pieno, percepiscano retribuzioni insufficienti a garantire autonomia economica, progettualità familiare e qualità della vita. È stato sottolineato come stipendi molto bassi, spesso legati a contratti precari o a tempo determinato, rendano impossibile per molti ragazzi costruire un futuro stabile, acquistare una casa o pensare serenamente alla creazione di una famiglia. Particolare attenzione è stata dedicata al fenomeno della fuga di cervelli e dell’emigrazione giovanile”.

Alta velocità, va sfruttata maggiormente la zona di Cassino

Infrastrutture, trasporti ed alta velocità sono stati al centro del tavolo convocato da Marco Palmieri. Nel corso del confronto è stato affrontato il tema del “dibattito relativo alla possibile stazione TAV di Ferentino e più in generale alla necessità di rafforzare il sistema dei trasporti nel Centro-Sud Italia. È stata evidenziata l’esigenza di superare una visione eccessivamente centralizzata delle infrastrutture ferroviarie, valorizzando invece aree strategiche del territorio capaci di servire bacini di utenza oggi sotto-rappresentati. In questo contesto è emersa anche la proposta di sfruttare maggiormente la zona di Cassino come punto strategico per l’utilizzo dei tempi tecnici legati alle fermate dell’alta velocità, migliorando così l’accessibilità del territorio senza compromettere eccessivamente i tempi di percorrenza nazionali”.

De-industrializzazione, la risposta non è nelle produzioni belliche

De-industrializzazione ed economia di guerra sono stati affrontati dal tavolo dei convocatori Domenico Russo ed Alessandra Maggiani: ci si è confrontati sul “rischio di una progressiva conversione dell’economia civile verso produzioni legate al comparto militare. È stata espressa contrarietà alla riconversione di aziende produttive ‘ordinarie’ in aziende legate all’industria bellica, ritenendo necessario evitare che le difficoltà occupazionali o industriali vengano affrontate esclusivamente attraverso investimenti collegati al riarmo e alla produzione militare”.

“Nel caso in cui tali processi risultassero inevitabili, è stata avanzata la proposta di introdurre una maggiore tassazione per le aziende operanti nel settore bellico o beneficiarie di extra-profitti derivanti dall’economia di guerra, vincolando parte di tali risorse a investimenti diretti sul territorio, sul welfare, sulla tutela ambientale e sulla creazione di occupazione civile e sostenibile”.

Sanità: più centralità allo Stato, via il numero chiuso a Medicina

Arturo Gnesi è stato il convocatore del tavolo sulla sanità. “È stata avanzata la proposta di riportare la sanità sotto una gestione maggiormente centralizzata da parte dello Stato, superando l’attuale modello fortemente regionalizzato. Secondo i partecipanti, le differenze tra le varie regioni italiane hanno prodotto negli anni profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure, nella qualità dei servizi e nei tempi di assistenza, penalizzando soprattutto alcune aree del Centro-Sud Italia. Nel dibattito è stata inoltre sostenuta la necessità di abolire il numero chiuso nella facoltà di Medicina, ritenendo insufficiente l’attuale sistema di accesso rispetto al fabbisogno reale di medici, operatori sanitari e personale specializzato. Secondo gli interventi emersi, la carenza di personale sanitario rappresenta oggi una delle principali criticità del sistema sanitario nazionale e richiede una programmazione più lungimirante e accessibile”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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