Che i francesi fossero arrivati all’atto finale del loro attacco al comparto automotive italiano – senza che gli italiani abbiano provato manco a difendersi – almeno nel Cassinate era evidente a tutti dal fermo produttivo prolungato dello stabilimento dopo il taglio delle commesse a componentistica e indotto e l’esodo incentivato della metà della forza lavoro. Ma le ultime indiscrezioni dall’interno del sito di Piedimonte San Germano parlano dell’avvio dello smontaggio di tre bruciatori della verniciatura: preluderebbe alla chiusura di uno dei reparti fondamentali per il montaggio delle vetture. Se davvero, come pare, il sito è destinato alla vendita ai cinesi di Byd (che secondo indiscrezioni avrebbero visitato le officine), l’operazione di ulteriore depauperamento tecnologico precluderebbe ad un’intesa per trasformare lo stabilimento cassinate in una semplice fabbrica-cacciavite, quel che i sindacati temevano da tempo.
Sottrarre tecnologia e ridurre il sito a fabbrica-cacciavite
Significherebbe affermare che lo stabilimento potrebbe in futuro non produrre più alcun prodotto finito – nel caso lamiere stampate e verniciate -, ma si dovrà limitare – ammesso che sopravviva a sei anni di tagli senza precedenti – solamente ad assemblare pezzi provenienti dalla Cina o dai fornitori del futuro acquirente. Anche questi indizi completerebbero il quadro dopo che l’azienda – come illustrato in un precedente servizio – ha fatto filtrare ai sindacati che il ceo Antonio Filosa, atteso alla presentazione del piano industriale il 21 maggio, in realtà non parlerà del sito cassinate perché per Piedimonte a multinazionale parigina al momento non avrebbe pronto proprio nessun piano. LEGGI QUI.
Angelilli: tutte le forze politiche hanno condiviso un testo sulla crisi
Alla Pisana, intanto, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno riguardante la crisi dello stabilimento automobilistico e dell’intero indotto. Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio ha commentato: “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione all’umanità dell’ordine del giorno a tutela dello stabilimento Stellantis di Piedmonte San Germano. Tutte le forze politiche hanno condiviso un testo forte che segna una precisa strategia nell’esclusivo interesse dei lavoratori e delle imprese dell’indotto e di tutto il tessuto socioeconomico della provincia di Frosinone e del Basso Lazio”.
Mitrano: mettiamo in campo azioni strategiche immediate
“Davanti a un appuntamento cruciale come la presentazione del piano industriale da parte dell’azienda, il prossimo 21 maggio, le istituzioni regionali si compattano per dare risposte concrete e difendere il nostro territorio – ha sottolineato Cosmo Mitrano, presidente della Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti della Regione Lazio, già sindaco di Gaeta -. Con questo atto, ci impegniamo fermamente a mettere in campo azioni strategiche immediate. C’è grande e comprensibile apprensione tra sindacati, istituzioni e soprattutto famiglie. Il presidente Francesco Rocca e la Giunta si attiveranno immediatamente a tutela del sito produttivo di Piedimonte San Germano e di tutta la filiera dell’automotive”.

Il documento: prioritario difendere i livelli occupazionali
Ma vediamo nel dettaglio il documento a cosa impegna governatore ed esecutivo. 1) Analizzare in modo rigoroso il piano industriale che sarà presentato da Stellantis il 21 maggio p.v. e valutare tutte le iniziative necessarie per una interlocuzione forte con l’azienda, per difendere i livelli occupazionali e rilanciare l’attività produttiva del sito di Piedimonte San Germano, riservandosi ogni azione utile, qualora il suddetto Piano Industriale non garantisca adeguati volumi produttivi e condizioni occupazionali. 2) Promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, un’interlocuzione puntuale e concreta
con Stellantis finalizzata all’assegnazione allo stabilimento di Cassino di nuovi modelli e motorizzazioni ibride, con tempistiche definite, al fine di rafforzare la capacità produttiva del sito, valorizzarne le potenzialità industriali e garantire la tutela dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto”.
Sarà valutato l’incremento delle risorse per le leggi 46 e 60
“3) Incentivare e sostenere strategie di attrazione di investimenti e valutare eventuali interlocuzioni con nuovi partner industriali internazionali, attraverso il coinvolgimento di Governo, Regione Lazio, organizzazioni sindacali e datoriali, al fine di garantire il rispetto dei requisiti di sostenibilità finanziaria, la trasparenza delle procedure, le concrete garanzie di rilancio produttivo. 4) Rafforzare il tavolo permanente di cui all’articolo 3 della I.r 31 dicembre 2002 n.46, affinché definisca l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa nazionale ed europea per il sostegno alle imprese, gli ammortizzatori sociali, la riqualificazione professionale, il reinserimento lavorativo e tutti gli altri interventi previsti dalla normativa vigente, a tutela dei lavoratori anche dell’indotto; 5) valutare l’incremento delle risorse per le leggi regionali 46 e 60 in proporzione alle criticità, con impatto sull’indotto”.
Fondi strutturali e strumenti straordinari per la transizione industriale
“6) promuovere un aggiornamento delle Leggi regionali 46 e 60, al fine di adeguare gli strumenti e le misure all’attuale stato della crisi industriale di Stellantis e del suo indotto, costruendo dispositivi più efficaci e calibrati sulle reali esigenze del territorio nella fase di transizione in corso; 7) interagire con il Governo nazionale e le istituzioni europee per mobilitare fondi strutturali e strumenti straordinari destinati alla transizione industriale del territorio del Cassinate, con priorità alle misure che favoriscano l’attrazione di nuovi investimenti produttivi in difesa della filiera dell’Automotive; 8) sostenere a livello europeo che nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea siano previsti adeguati investimenti e strumenti specifici a sostegno del settore dell’automotive e della competitività della filiera”.
Infine “9) riferire con cadenza periodica al Consiglio regionale sullo stato di attuazione delle iniziative intraprese in relazione alla vertenza Stellantis e alla crisi industriale del territorio, garantendo la puntuale informazione e partecipazione al processo decisionale alle parti sociali, anche con il coinvolgimento delle istituzioni locali interessate”.